Società Mamme e lavoro

Di Laura Di Corcia e Alberto Meroni, Falò RSI

Non sono pochi in Svizzera i casi di donne che interrompono un'attività professionale in seguito a una gravidanza, anche se non vorrebbero smettere di lavorare. Gli ostacoli che alcune aziende o la società stessa mettono sulla strada di una futura madre che lavora sono molti. Quali? E come affrontarli? L'approfondimento della trasmissione Falò. 

Arianna lavora in una grande azienda svizzera, una di quelle che promette perfetta conciliabilità tra famiglia e lavoro. Anche per questo, quando decide di aver un figlio, non immagina che ci saranno problemi. E invece appena fa sapere di essere incinta cominciano le difficoltà. 

Arianna tiene molto al suo lavoro e dopo tanti anni di sacrifici, non lo vuole perdere. Allora propone lei stessa di fare un passo indietro nella sua carriera, pur di trovare una soluzione che le permetta di conciliare la professione con la maternità. 

Ma nemmeno questo basterà, alla fine dovrà rinunciare al lavoro. La sua storia è simile a quelle di molte altre donne che, volenti o nolenti, a seguito di una gravidanza lasciano l’attività professionale. Insomma, in una società sempre più tesa al guadagno e alla produttività, le famiglie che decidono di avere un figlio devono fare i salti mortali. Cosa dice la legge? Quali sono le possibilità concrete di superare questi ostacoli? 

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