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Il piatto piange!

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Dopo oltre cinquanta giorni di chiusura forzata, i ristoranti della Svizzera italiana sono in ginocchio e devono fronteggiare anche una nuova concorrenza: quella che arriva dall'Italia. Non solo perché ormai in Lombardia gli esercizi pubblici sono aperti, ma anche perché quegli stessi esercizi portano i loro piatti ai clienti ticinesi. La trasmissione per i consumatori Patti Chiari indaga sui retroscena del business della ristorazione transfrontaliero.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 febbraio 2021 - 16:40
Eleonora Terzi e Riccardo Silvestri, RSI Patti Chiari

Il metodo è semplice: si ordina via WhatsApp, si fissa l'orario, si sceglie la dogana e il gioco è fatto. La zona franca che separa la Svizzera dall'Italia diventa luogo di scambio sotto gli occhi delle guardie di frontiera.

Ma succede di peggio: talvolta i piatti arrivano direttamente a casa. Un vero servizio a domicilio che parte da Como o Varese, supera le frontiere e consegna più pasti nel corso della stessa serata. Patti Chiari li ha ordinati per scoprire chi c'è dietro e come si organizza questa attività, ma soprattutto ha chiesto conto a chi dovrebbe controllare: è tutto legale?

Intanto i ristoranti svizzeri restano chiusi, nonostante la miriade di accorgimenti presi per evitarlo. Gli aiuti non mancano (lavoro ridotto, indennità per perdita di guadagno e aiuti finanziari a fondo perso) ma c'è chi ha scoperto di non avere diritto a nessuno di essi. Anche di questi ristoratori si parla nel servizio [video sopra].

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Visita qui Link esternola pagina originale di Patti Chari, con un breve video sulle restrizioni imposte ai ristoratori svizzeri e le risposte del Laboratorio cantonale riguardanti le consegne di sushi.


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