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Tumori, recidive inibite da un anestetico locale

La scoperta scaturisce dalla sinergia tra Ente ospedaliero e Istituto di ricerca in biomedicina RSI-SWI

Un anestetico locale può inibire la diffusione di cellule cancerogene, dopo un tumore al seno e forse anche della prostata. È l'importante scoperta fatta a Bellinzona fatta da Ente ospedaliero cantonale e Istituto di ricerca in biomedicina.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 agosto 2018 - 09:40
tvsvizzera.it/ri con RSI (Quotidiano del 29.08.2018)

A chinarsi sugli studi epidemiologici -che in passato hanno evidenziato un legame tra la somministrazione di un'anestesia locale al paziente operato di tumore e una riduzione dell'incidenza delle metastasi- è stato il dottor Andrea SaporitoLink esterno, vice primario di anestesia all'Ospedale regionale di Bellinzona e Valli [intervista sotto].

A chiarire il meccanismo sono gli studi intrapresi nei laboratori dell'Istituto di ricerca in biomedicina, che hanno analizzato gli effetti della lidocaina, un noto anestetico locale, sui tumori al seno. Mariagrazia Uguccioni, responsabile del laboratorio Chemochine e immunità al'IRBLink esterno, lo illustra così:

"C'è un recettore, sulla cellula tumorale. È un recettore per le chemochine, che sono molecole che guidano il traffico delle cellule all'interno del nostro organismo. La lidocaina blocca proprio la trasmissione del segnale di questo recettore, bloccando la possibilità di metastasi".

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Il potere di questo noto anestetico locale, dunque, potrebbe andare ben oltre il lenire il dolore post-operatorio. Ma la strada è ancora lunga. Dopo il lavoro in vitro, precisa Mariagrazia UguccioniLink esterno, servirà qualche anno di studi in vivo.

Studi epidemiologici dimostrerebbero intanto l'efficacia della lidocaina non solo sui tumori al seno ma anche su quelli della prostata.

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