Navigation

Narcolessia, è colpa dei linfociti T

Lo studio, pubblicato da 'Nature,' ha coniugato ricerca di base e ricerca clinica RSI-SWI

La narcolessia è causata da cellule del sistema immunitario. È quanto ha scoperto l'Istituto di ricerche in biomedicina (IRB) di Bellinzona, in uno studio pubblicato dalla rivista scientifica 'Nature'.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 settembre 2018 - 20:40
tvsvizzera.it/ri con RSI (Quotidiano del 20.09.2018)

È una malattia rara: ne soffre lo 0.05% della popolazione mondiale. Si manifesta con sonnolenza durante il giorno, riduzione del tono muscolare mentre si provano forti emozioni, e allucinazioni simili a sogni a occhi aperti.

Lo studio ha evidenziato la presenza, in pazienti affetti da narcolessia, di linfociti T che riconoscono l'ipocretina, un neurotrasmettitore importante per la regolazione del ciclo sonno-veglia, e possono uccidere i neuroni che la producono.

Finora poco diagnosticata

L'assenza di ipocretina nel cervello porta, com'era già noto, alla narcolessia, una malattia descritta per la prima volta 1877 ma ancora poco conosciuta dalla persone comuni e spesso non diagnosticata, se non tardivamente.

La scoperta dell'IRBLink esterno è di rilevanza mondiale: potrà avere implicazioni sia per la diagnosi, sia per la terapia. 

Contenuto esterno


I ricercatori, attraverso un metodo sviluppato negli stessi laboratori di Bellinzona, hanno analizzato il repertorio dei linfociti T dei pazienti affetti dalla patologia. 

Lo studio è stato coordinato dalla professoressa Federica SallustoLink esterno (IRB e Politecnico di Zurigo) e dal professor Claudio BassettiLink esterno, del Dipartimento di neurologia dell'Inselspital di Berna.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.