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Quel cuscinetto rosa delle magnifiche 7 che protegge Matteo 24 ore su 24

(tvsvizzera)

Hypercorsivo di Massimo Donelli

Ora che non si sente più l'odore d'incensoLink esterno diffuso a piene mani due settimane fa per celebrare il primo anniversarioLink esterno (22 febbraio) del governo…

Ora che ci siamo lasciati alle spalle l'8 marzoLink esterno ma nell'aria c'è ancora ancora profumo di mimosaLink esterno

Ora che le abbiamo viste, riviste e straviste in tv e in tutte le salse…

Beh, ora possiamo dirlo: che cosa sarebbe Matteo RenziLink esterno senza le leopoldineLink esterno? Meglio: quanto pesano le leopoldine nel successo mediatico del premier?

Tanto, tantissimo, anzi di più…

Prendete Maria Elena BoschiLink esterno, per esempio.

Ogni volta che a MontecitorioLink esterno tira burrasca, Matteo manda avanti lei. Capelli lunghi e mossi, occhioni azzurri, primo piano che regge in qualunque condizione di luce, abiti fascianti, Maria Elena si presenta serena davanti ai microfoni, parla senza inciampi, comincia sempre con aria grave aggrottando un po' la fronte e, a metà del ragionamento, distende il viso sfoderando un sorriso tra l'ironico e il complice, che la colloca a metà tra la GiocondaLink esterno e Moana PozziLink esterno, cui un po' assomiglia nella morbidezza da rassicurante Italia anni '50.

Tutt'altro film Debora SerracchianiLink esterno.

Capello corto, sguardo severo, occhi fissi alla telecamera, look da impiegata di provincia, parla con piglio, anzi declama, trasmettendo forza e convinzione come il Soldato JaneLink esterno. A lei il compito di presidiare la politique politicienneLink esterno, ossia le beghe interne al partito e quelle con le altre formazioni politiche. Se Forza ItaliaLink esterno critica, il Movimento 5 StelleLink esterno aggredisce, la LegaLink esterno sfregia, ai telegiornali arriva Debora e mette tutti in fila con lingua tagliente, chiaro?

Muta, invece, nella sua immagine angelicata d'impronta rinascimentale, Marianna MadiaLink esterno.

Calma, algida, viso senza trucco, abiti minimal chic, Marianna è troppo fragile, anche di voce, per esporla all'assalto dei microfoni. Perfetta, invece, nella sua diafana, pacata bellezza, ai banchi del Governo: un manifesto del giovanilismo renziano incorniciato ed esaltato dal legno scuro di Montecitorio in contrapposizione al vecchiume dei politicanti aggrappati da anni alla poltrona. Parla l'indispensabile, Marianna, con voce fragile, dando l'idea di una che sgobba lontana dai riflettori: inattaccabile, no?

Più esposta, invece, Simona BonafèLink esterno, che nella pink force renziana recita il ruolo del marineLink esterno.

Capelli neri, folti e corti alla francese (come si sarebbe detto una volta), pochi sorrisi, sguardo sicuro, Simona è la renziana da talk show. Quando si tratta di salire sul ring della diretta, reggere l'attacco delle opposizioni e scatenare la controffensiva, tocca a lei, da sempre fedelissima di Matteo. Non è una diva, Simona. Non ammicca, non si scompone, ribatte sempre con freddezza. Micidiale. E' in assoluto il volto del prime timeLink esterno.

Nel day time, invece, scende in capo Giuseppina PiciernoLink esterno detta Pina.

Al mattino e al pomeriggio (AuditelLink esternodixit) davanti alle tv ci sono soprattutto donne anziane meridionali. Pina, accento del sud, guance dispettose con le fossette, è la guaglionaLink esterno che sorride sempre, senza un confine tra il sarcasmo e la gioia per essere in video. Non sembra un'aquila (e probabilmente non lo è), ma funziona. Perché nega l'evidenza, difende l'indifendibile e manda regolarmente in bestia gli avversari interrompedoli mentre parlano. E non curandosi minimamente delle loro rimostranze. Zitta mai, la Pina. Nemmeno quando dovrebbe. Tanto che gaffes e strafalcioni sono la sua griffeLink esterno. Difficile, perciò, immaginare che possa essere la migliore amica della Madia o della Boschi, per dire… Ma, appunto, perfetta per un pubblico di bocca buona.

Ci sarebbe poi anche Alessandra MorettiLink esterno, la bella veneta con gli occhi da gatta, una che non ti dà mai ragione, nemmeno se le punti la pistola alla tempia.

Alessandra corre per diventare governatore del Veneto e, quindi, è momentaneamente scomparsa dal circo televisivo. Combattiva, seduttiva, assertiva, è la regina delle convertite (era una fedelissima di Pier Luigi BersaniLink esterno) e, quindi, sempre un filino sopra le righe nel proclamare le sorti magnifiche e progressive del renzismo. Piace e si piace, tantissimo, Alessandra. Rampante, ammaliante, straripante, è la strizzatina d'occhio al nordest di Matteo.

Che ha spedito in Europa la più secchiona della compagnia, Federica MogheriniLink esterno.

Composta, lieve strabismo che, vivaddio, la rende imperfetta, Federica ha fatto tutta-la trafila-tutta per arrivare a essere Lady PescLink esterno. Gradino dopo gradino, sempre occupandosi di esteri, non ha sbagliato una mossa: curriculum vitae impeccabile, insomma, per far fare bella figura a Matteo con quelli di Bruxelles. E pazienza se lassù, fra i marpioni, ha vita dura… Mica si spaventa, Federica. E, statene certi, alla fine del mandato si troveranno zero macchie nel suo percorso. Così tornerà a casa più forte di prima.

Stop.

Maria Elena, Debora, Marianna, Simona, Pina, Alessandra, Federica: le magnifiche 7 sono la plastica rappresentazione dell'estetica renziana.

Un mix volitivo di attivismo, presenzialismo e paraculismo che tutto permea e tutto avvolge, facendo apparire vecchia, fuori luogo, innervata da invidia qualunque forma di critica e contestazione.

Giocando sulle pari opportunitàLink esterno, infatti, Renzi ha creato un cuscinetto rosa che lo protegge 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E gli permette di stare lontano da ogni forma di negatività (la faccenda dell'elicotteroLink esterno, per esempio) apparendo solo quando c'è da farsi belli.

Se bisogna giustificare, fare a pugni, sporcarsi le mani, Matteo si inabissa: non compare, non parla, non twitta. Tra le fiamme della polemica spunta una delle sette ragazze. E spegne l'incendio.

Per il capo, così, il giorno dopo è di nuovo #lavoltabuonaLink esterno, è sempre tempo di vendere i sogni e mai quello di pagar dazio.

Capito quanto sono importanti le leopoldine?

Segui @massimodonelliLink esterno

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