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Detenuti al lavoro su buche e tombini

RSI-SWI

Da due settimane, una squadra di una trentina di detenuti si occupa di manutenzione delle strade di Roma, nell'ambito di un progetto sociale che mira a risolvere i ricorrenti problemi di buche e allagamenti, dando al contempo ai partecipanti un'occasione di reinserimento.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 febbraio 2019 - 22:55
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 12.02.2019)

Il corrispondente dalla capitale italiana del TelegiornaleLink esterno della Radiotelevisione svizzera ha seguito una loro giornata fin dall'uscita, di primo mattino, dal carcere di Rebibbia, da dove una navetta li porta in centro per un intervento sulle caditoie intasate di via Valle Aurelia.

A partecipare al progetto –"che ti rimette nel mondo della realtà", spiega uno di loro, e ti fa "sentire utile" -sono detenuti socialmente non pericolosi e ai quali rimane poco da scontare.

Un lavoro vero e proprio che per qualcuno [guarda le interviste nel video sotto] potrebbe anche rivelarsi un investimento per il futuro.

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Il loro impegno non è retribuito, perlomeno non in senso stretto. "Qui si parla di lavoro di pubblica utilità e per legge è gratuito", ricorda il capo dell'Amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, "serve ad azzerare o annullare del tutto il debito che il detenuto ha creato con la società consumando il reato".

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