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La dolce storia di un incontro

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Si chiama Pasticceria Siciliana Svizzera. Più che un locale, è l'emblema di una tradizione lunga due secoli. Quando lo ha aperto a Roma nel 1965, il palermitano Nicolò Porsio si ispirò a un'epopea svizzera che proprio in Sicilia aveva affondato le radici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 settembre 2020 - 10:05
Gilberto Mastromatteo, RSI News

Tutto inizia all'alba dell'800 con Luigi Caflisch, che parte da Trin, nel Cantone dei Grigioni. La prima tappa è Livorno, dove apprende l'arte di far dolci. Poi scende a Roma e apre due locali. Nel 1825 è a Napoli, città alla quale resterà legato il suo nome. Fonda una pasticceria che esiste ancora oggi. Ma è solo l'inizio. La famiglia Caflisch apre anche a Palermo, dove rimane nell'immaginario collettivo.

Quasi un secolo dopo, nel 1900, un altro grigionese decide di andare a far dolci in Sicilia. Si chiama Alessandro Caviezel e parte da Pitasch. A Catania fonda una storica pasticceria.

La pasticceria mitteleuropea incontra quella siciliana. Ne nasce un connubio eterno. Il resto è storia recente. Quella di un ragazzo palermitano che, nel secondo dopoguerra, riporta a Roma questo bagaglio di cultura gastronomica meticcia.


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