Odonomastica paritaria Ginevra, sedici vie in più intitolate a donne

Entro giugno, Ginevra cambierà il nome a sedici strade. Un significativo passo per sopperire alla scarsità di vie intitolate a eroine, scienziate, patriote, pittrici, scultrici e altre figure femminili di spicco: nella seconda città svizzera, soltanto il 7% dello stradario è intitolato a donne. Nel resto del Paese, la quota è non di rado anche più bassa.

Angolo di un edificio in pietra con targhe dei nomi delle strade; una delle due è affiancata da targa viola con nome di una donn

In tanti casi si tratta di vie e piazze attribuite a un toponimo, ma saranno anche "destituiti" degli uomini.

© Keystone / Martial Trezzini

A dire il vero, da qualche tempo, cento targhe viola appaiono già sotto quelle ufficiali e di colore blu che indicano i nomi delle vie e delle piazze a Ginevra.

Su impulso dell'associazione Escouade, Città e Cantone hanno infatti avviato l'iniziativa 100ellesLink esterno, che è stata accolta con entusiasmo dalle istituzioni e ha riscosso buon successo mediatico.

Dalla strada, invece, non si alzano solo voci di approvazione. L'attivista Laurène Zuber di Escouade riferisce addirittura di atti vandalici: "Alcuni si oppongono al fatto che le donne abbiano più visibilità negli spazi pubblici e una ventina di targhe sono state rubate".

Alcune copie di un opuscolo viola dal titolo 100Elles posate su un tavolo

Secondo l'opuscolo, l'attuale stradario ginevrino conta 548 uomini e 41 donne.

Flore Pratolini

Questione d'indirizzario?

I cittadini contrari sono perlopiù seccati dal dover cambiare indirizzo (e notificarlo a istituzioni, aziende e persone con le quali si è in contatto, aggiornare i documenti e l'eventuale carta intestata e così via). 

Ma su questo punto la sindaca Sandrine Salerno rassicura: le targhe, almeno per un periodo di transizione, indicheranno anche il nome destituito.



Delle 100 targhe dimostrative viola, meno di una su cinque diventerà definitiva a giugno.

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