Mobilità condivisa Panchine colorate per chi cerca un passaggio

Primo piano di 2 cartelli stradali; un indica piazza di giro, l altro Panchina condivisa con effigie di due persone e panca

Prima si condivide la panchina, poi il viaggio.

RSI-SWI

Si sta diffondendo, in zone periferiche dei cantoni Ticino e Grigioni, un nuovo modo di condividere l'automobile. Più che al moderno car pooling, il nuovo sistema assomiglia al vecchio autostop: chi ha bisogno di spostarsi, ma non ha a disposizione un mezzo pubblico, si siede su panchine opportunamente segnalate, così che chi passa in auto sappia a chi offrire un passaggio.

Fra Cassarate e Brè, quartiere collinare del comune di Lugano, l'iniziativa ha debuttato un anno fa ed è stata ufficializzata dopo sei mesi di prova. Nel comune di Capriasca, il cui territorio si estende sull'omonima valle, è appena nata.

È un complemento al servizio pubblico di trasporto e, rispetto all'autostop di una volta, comporta un basso rischio di brutti incontri: a dare uno "strappo" sono perlopiù persone del posto. Semmai, è un'occasione per conoscersi meglio.

La segnaletica

Le due panchine di Capriasca sono dipinte di un viola acceso. Le cinque predisposte tra Cassarate e Brè sono gialle.  Un cartello ne illustra in poche, semplici parole la funzione. Quello luganese riporta anche un codice QR per i turisti.

Nel villaggio grigionese di Masein, invece, le panche hanno un colore standard ma sono dotate di cartelli per indicare dove si vuole andare.

Qui passa meno di un'autobus all'ora. Le panchine sono dunque ottime per i viaggiatori occasionali: ci si siede, e se si ha fortuna l'attesa del mezzo pubblico viene interrotta da un passaggio.

Si vedono però ormai anche utenti abituali, specie la mattina, che chiedono un passaggio -gratuito, peraltro- per andare al lavoro.

Con o senz'app

Le panchine condivise "sono soluzioni semplici, poco care e che possono essere messe in piedi in poco tempo", osserva Erich Büsser, capo dell'Ufficio energia e trasporti del canton Grigioni. "Possono avere più o meno senso a dipendenza della situazione".


In zone più densamente popolate, dove è meglio tenere traccia di chi viaggia con chi, ci sono invece sistemi come il lucernese 'taxito', che attraverso un'applicazione per cellulare promuove il car pooling. 

"Uno studio nel canton Lucerna ha dimostrato che, attraverso queste soluzioni, cresce anche l'uso del trasporto pubblico", conclude Büsser, "perché le persone diventano più flessibili".

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