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Milano dopo i saccheggi, la ferita è aperta e resta la paura

manifestanti per strada
I disordini a Milano si sono protratti durante tutto il weekend. Keystone-SDA

Reportage fra passanti e negozianti dopo le violenze del fine settimana: “Un disastro perché si fa danno a chi lavora".

È una Milano ripulita, tornata a un’apparente normalità ma ancora ferita quella che si presentava lunedì, il giorno dopo un weekend di guerriglia che ha fatto da contorno alle manifestazioni in tutta Italia degli studenti e di altre categorie contro il carovita. Dietro le serrande rialzate, tra i commercianti ancora scossi prevalevano rabbia e preoccupazione.

>>> Il reportage della RSI:

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È rimasta la paura

“Abbiamo avuto paura, tanta paura. Più che altro avevamo tanti clienti in negozio, quindi tanta responsabilità. Non ci era mai capitato di dover gestire una situazione del genere”, ha raccontato alla RSI la commessa di un negozio di cosmetici situato a pochi metri da dove sono scoppiati gli scontri. “Appena abbiamo visto movimenti strani abbiamo subito chiuso per evitare di farci male. È stata una situazione difficile da gestire, mantenendo la calma, però siamo riusciti a non subire danni e a non farci male soprattutto”, ha aggiunto. “Nel mio staff, chi più chi meno ha avuto attacchi di panico. Quindi adesso è una situazione da gestire anche da questo punto di vista”, secondo la responsabile di un negozio di abbigliamento. “Chi era presente non sta vivendo bene queste giornate, lo spavento”, ha detto.

“Se uno si guarda attorno, al di là di qualche vetro rotto, è tutto pulito. Sembra quasi che non ci sia stato niente”, ha affermato una barista che non ha avuto danneggiamenti, “ma un po’ di ansia e di tensione c’è”. E non tutti sono stati così fortunati, a poca distanza un altro locale ha avuto il dehors distrutto.

“Una scusa per fare danni” e “paga chi lavora”

A pagare il prezzo sono negozianti e lavoratori estranei agli scontri: “È un disagio, perché alla fine va a fare danno a gente che sta lavorando. Non è un dispetto a qualcun altro, ma solo alle attività che sono aperte”, ha spiegato qualcuno, trovando eco in chi crede che in fondo sia stata solo un’occasione per fare vandalismi: “Rabbia sì, ma soprattutto gioco, divertimento. Perché non avevano intenzione di manifestare per la mancanza di lavoro, il precariato, la scuola, non gliene fregava nulla”.

Non mancano di conseguenza le richieste alle istituzioni perché prendano provvedimenti più severi, anche nei confronti dei minorenni, che erano l’80% dei circa 200 fermati domenica: “I soliti maranza hanno deciso di approfittare di questa scusa per fare violenza e rovinare una città, nel nome di una cosa buona. Non è giusto”.

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