Luna "parte di marte" Le falle spaziali del presidente Trump

Trump seduto alla sua scrivania gioca con un modellino di astronauta mentre parla con i presenti; uomini attorno

Il presidente USA giochicchia con un astronautino di piombo il giorno della firma dell'ordine esecutivo 'Space Policy Directive 1' (11 dicembre 2017).

Keystone / Michael Reynolds

L'amministrazione statunitense appare confusa sulle priorità da affidare alla NASA, complici le uscite del presidente Donald Trump, che prima annuncia in pompa magna un ritorno sulla Luna, poi twitta per rimproverare l'ente per le attività spaziali, che "dovrebbe concentrarsi su cose più grandi". Dunque: tornare entro 5 anni sulla Luna oppure puntare tutto su Marte?

La firma delle nuove direttive spaziali dell'amministrazione risale al 2017. "Questa volta non ci limiteremo a piantare una bandiera", dichiarò Trump a proposito dell'obiettivo di tornare sul nostro satellite naturale. "Bensì creeremo una base per le future missioni su Marte e, un giorno, verso mondi più lontani".

È forse in questo senso che va letto lo strano inciso del tweet di venerdì scorso: "Per tutti i soldi che spendiamo, la NASA non dovrebbe parlare di andare sulla Luna, lo abbiamo fatto 50 anni fa. Dovrebbe concentrarsi su cose più grandi, incluso Marte di cui la Luna è una parte".

Se anche non fosse uno strafalcione, e cioè Trump non si riferisse ai corpi celesti in sé ma al relativo programma spazialeLink esterno, resta il fatto che il ritorno sulla Luna non è una piccola tappa del viaggio.

"È una missione incredibilmente complessa, in cui tutto deve andare per il verso giusto", spiega il capo missioni scientifiche della NASA, lo svizzero Thomas ZurbuchenLink esterno. "Per realizzare l’obiettivo servono cose che ancora non abbiamo: più finanziamenti governativi e alcune soluzioni tecniche".

Di fronte a un'amministrazione un po' indecisa [nel servizio, tutti i messaggi di Trump e del vicepresidente Pence], la NASA comunque non si scompone.

"Capisco che qualcuno possa essere rimasto confuso", dice Zurbuchen rivolto al pubblico. "Ma questo poiché in passato l’amministrazione ha messo più l’accento sulla Luna che non sulle spedizioni verso Marte. Come invece ha fatto il Presidente con l'ultimo tweet".

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