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Iniezione di speranza

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Li abbiamo aspettati per un anno e ora sono qui: prima il vaccino Pfizer BioNTech, poi quello di Moderna sono stati omologati e cominciano ad essere distribuiti e somministrati nella Svizzera italiana. Questa puntata di Patti Chiari, interamente dedicata alla vaccinazione contro il Covid-19, intende dissipare i dubbi che ancora aleggiano su questo tema.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 febbraio 2021 - 17:00
Patti Chiari, RSI

La macchina della campagna vaccinale si è messa in moto e, anche se non mancano intoppi e disservizi, il Canton Ticino sembra avere ingranato la marcia giusta, mentre in altre regioni elvetiche la partenza è ben più affannosa.

Tutto bene insomma? Non proprio, perché ad accogliere il vaccino – anche nella Svizzera italiana - non c’è solo abbondante sollievo e clamore, ma anche tante domande lecite e poi dubbi, paure, qualche protesta e le solite, onnipresenti fake news. Molti si chiedono come sia stato possibile uno sviluppo così rapido. (Una schematica risposta nell'immagine qui sotto)

Patti Chiari RSI

C’è chi non vede l’ora che arrivi il suo turno per vaccinarsi, chi preferisce aspettare, chi non vuole sentirne parlare e persino chi vorrebbe impedire a tutti, con una moratoria, di approfittarne.

Patti chiari dà voce a cittadine e cittadini e con l’aiuto di reportage, dati, studi ed esperti – in studio e collegati direttamente con il pubblico che pone le sue domande – cerca di rispondere a tutte le domande e di fare il punto sullo stato della ricerca in una serata speciale tutta dedicata ai vari aspetti e interrogativi che ruotano attorno al vaccino anti-Covid.

Ospiti in studio: Raffaele De Rosa, direttore del dipartimento Socialità e sanità ticinese, Samia Hurst, vice presidente della task force scientifica Covid-19, Alessandro Diana, specialista in malattie infettive dell'ospedale universitario di Ginevra e membro di Infovac Svizzera e Martine Bouvier Gallacchi, specialista in medicina interna e medico responsabile del Servizio di promozione della salute e valutazione sanitaria dell'Ufficio del medico cantonale.

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