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L’invisibile milanese dell’anno

Letizia Moratti durante i festeggiamenti per l'assegnazione a Milano di Expo 2015; 6 aprile 2008

Letizia Moratti durante i festeggiamenti per l'assegnazione a Milano di Expo 2015; 6 aprile 2008

(keystone)

Hypercorsivo di Massimo Donelli

Chi è il milanese del 2015, l'anno dell'Expo?

Una signora.

Una bella signora d'altri tempi.

Invisa a molti.

E ora, per tutti (o quasi), invisibile.

Perché è stata capace di sottrarsi, elegantemente, ai riflettori dopo aver avuto, per molti anni, un ruolo da protagonista.

E perché in tanti hanno fatto a gara pur di consegnarla all'oblio, specie nel 2015.

Presidente e amministratore delegato di News CorpLink esterno Europe per volontà di Rupert MurdochLink esterno (1998).

Presidente della RaiLink esterno (1994-1996) per volontà di Silvio BerlusconiLink esterno.

Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, nominata da Giorgio NapolitanoLink esterno (2001-2006)

Sindaco di Milano (2006-2011) eletta dalla maggioranza dei suoi concittadini.

Ora privata cittadina.

Moglie di un famoso imprenditore.

Discreta come poche e pochi sanno essere.

Non lo fosse, avrebbe già urlato: "Merito mio!".

Ne aveva, ne ha pieno diritto.

Assolutamente.

Perché se Milano non è mai stata così bellaLink esterno e se l'Expo 2015Link esterno ha portato Milano e l'Italia al centro del mondo, come hanno proclamato, gonfiando il petto, Matteo RenziLink esterno e Giuliano PisapiaLink esterno, allora bisogna davvero ringraziare Letizia MorattiLink esterno, 66 anni, moglie di Gian MarcoLink esterno, l'uomo che guida il grande gruppo petrolifero italiano fondato dal padre AngeloLink esterno.

E' Letizia, infatti, che ha voluto fortemente il rinnovamento edilizio di Milano (osteggiata e dileggiata da tuttiLink esterno).

E' Letizia che si è battuta come una leonessa per l'Expo 2015 (anche qui fra accuse e risoliniLink esterno).

E' Letizia che, privandosi in tal modo del suo direttore generale del Comune, ha nominato Giuseppe SalaLink esterno commissario unico per far sì che la città giungesse puntuale al grande evento.

Ma nessuno che ricordi tutto ciò, anzi.

Guardate un po' che scherzi combina la Storia…

Pisapia, che nel 2009 firmava una petizione contro l'Expo 2015Link esterno, esce di scena da trionfatore anche grazie a quei cinque mesi di Milano caput mundiLink esterno.

Renzi, alla guida di un partito che ha sempre osteggiato la MorattiLink esterno, vuole proprio Sala al posto di Pisapia.

Sala, piccato, fa sapere ai malpancistiLink esterno del PdLink esterno e dintorni: "Mi dà fastidio il mettere in discussione il fatto che io appartenga alla sinistraLink esterno".

E nessuno, fin qui, ha dato a Letizia ciò che è di Letizia.

Sì, l'hanno formalmente ringraziata.

Ma non celebrata.

Mai.

Nemmeno con l'Ambrogino d'oroLink esterno.

Osteggiandola a tal punto, nel 2013, che lei, per non creare divisioni, si ritiròLink esterno.

E preferendole quest'anno - che sarebbe stato l'anno giusto - Mina (la quale manco si è degnata di ritirarloLink esterno).

Il tutto fra l'indifferenza generale.

Come mai?

Mentre Milly MorattiLink esterno, moglie di MassimoLink esterno (ex presidente dell'InterLink esterno) e collocata politicamente a sinistra, ha sempre goduto di ottima stampa, Letizia ha pagato pesantemente, sul piano mediatico e sociale, la sua parentesi berlusconiana (chiusa nel 2012), divenendo un bersaglio fisso per quella stessa gaucheLink esterno meneghina frequentata dalla cognata.

L'hanno, letteralmente, odiata.

Eccome.

Al punto che fu ricoperta d'insultiLink esterno quando, nel 2006, sfilò al corteo del 25 aprileLink esterno, assieme alla madre, Paola, spingendo la carrozzella su cui sedeva il padre, Paolo Brichetto Arnaboldi, partigiano e deportato a DachauLink esterno.

Al punto che, oggi, il ricordo del suo operato a Palazzo MarinoLink esterno è svanito.

E, mediaticamente, lei è divenuta, appunto, invisibile.

Finirà mai questa damnatio memoriaeLink esterno?

L'augurio è che il successore di Pisapia renda giustizia a Letizia.

Nel mio piccolo, intanto, la premio, virtualmente, come milanese dell'anno.

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