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I bambini dicono sempre la verità

RSI-SWI

Vent'anni fa un fatto di cronaca sconvolse i comuni di Massa Finalese e Mirandola (Modena). Ma dopo la lunga vicenda giudiziaria restano molte ombre su quegli eventi che hanno avuto come protagonisti involontari e vittime dei bambini.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 settembre 2020 - 15:03
Anna Bernasconi, Falò (RSI)

Sul finire degli anni ’90 in alcuni comuni del Modenese sedici bambini vengono tolti ai genitori. Le accuse sono pesantissime, si parla di abusi sessuali e riti satanici compiuti nei cimiteri, dove si sarebbero consumati anche dei sacrifici umani.

Le rivelazioni partono da alcuni bambini della zona che accusano sia i loro genitori che altri parenti stretti.

Gli inquirenti non trovano alcun riscontro oggettivo di questi racconti: né cadaveri, né tracce di sangue, né denunce di persone scomparse. I processi vengono istruiti lo stesso, basandosi unicamente sui racconti dei minori.

Alcuni degli accusati saranno condannati a pene severe, altri assolti in appello, altri ancora non rivedranno più i figli e le loro vite saranno rovinate. Diversi casi giudiziari italiani sull’arco di venti anni hanno dato esiti simili.

Sono storie che portano a chiedersi se è possibile che gli interrogatori e le sedute con gli psicologi abbiano creato nei bambini un falso ricordo di esperienze terrificanti.

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