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Italiani brava gente, dentro e fuori i confini

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Hypercorsivo di Massimo Donelli

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 gennaio 2015 - 11:36

Eleonora Cantamessa e Michel Catalano: alzi la mano chi li conosce. Nessuno alza la mano? C'era da immaginarselo. Eppure tutti dovrebbero sapere chi sono, giacchè si tratta, letteralmente, di due eroi. Lei, Eleonora, una bella ginecologa bergamasca di 44 anni, stava tornando a casa in auto con un amico quando ha visto una rissa in strada. Si è fermata. Aveva paura, come rivela la registrazione di una telefonataLink esterno resa nota in questi giorni. Ma è scesa lo stesso per soccorrere un uomo a terra ferito. Ed è stata uccisaLink esterno. Da chi? Dal fratello del ferito, che ha travolto entrambi con la sua Golf.

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Lui, Michel, un pacato tipografo di 50 anni figlio di emigrati lucaniLink esterno in Francia, è stato ostaggio per un'ora dei fratelli Said e Cherif KouachiLink esterno, quelli della mattanzaLink esterno a Charlie HebdoLink esterno.

Non solo è sopravvissuto, ma, soprattutto, ha salvato la vita a un suo dipendente di 26 anni (che ha avvisato via sms la poliziaLink esterno) nascondendolo appena ha visto arrivare gli assassini.

Due eroi meravigliosi, Eleonora e Michel, che dentro e fuori i confini, hanno mostrato al mondo la faccia bella dell'Italia. Quella generosa, altruista, compassionevole, a schiena dritta. L'Italia, per capirci, di NassiriyaLink esterno che riscatta l'Italia dell'8 settembreLink esterno. O l'Italia del comandante Argilio GiacomazziLink esterno, l'ultimo a lasciare il traghetto Norman AtlanticLink esterno in fiamme, che riscatta l'Italia del comandante Francesco SchettinoLink esterno, tra i primi ad abbandonare la nave da crociera Costa ConcordiaLink esterno quando a bordo c'erano ancora centinaia di passeggeri e uomini dell'equipaggio. Eleonora e Michel sono l'emblema degli italiani brava genteLink esterno.

Lei, quella sera, poteva tirare diritto verso casa: ha onorato il giuramentoLink esterno di IppocrateLink esterno.

Lui, quel giorno, ha avuto l'intelligenza di gestire al meglio una situazione drammatica: ha protetto il suo giovane dipendente, ha dialogato con i due fratelli, gli ha offerto il caffè, ha perfino curato uno di loroLink esterno. E ha salvato se stesso. Formidabile.

Eppure…

Eppure nessuno – nessuno – ai vertici dello Stato italiano ha sentito fin qui il dovere di spendere una parola sul sacrificio di Eleonora e sul coraggio di Michel. Che certamente meritano la medaglia d'oro al valor civile. E che possono ben essere l'orgoglio di un intero Paese.

Dentro e fuori i confini.

Dentro i confini si parla tanto di malasanità e poco o nulla di buona sanità: quello di Eleonora è un mirabile esempio di professionalità medica.

Fuori dai confini ci sono milioni di emigrati italiani di cui il Paese si ricorda solo quando c'è da votare. Eppure sono le brave persone come Michel (e si contano a milioni: in Svizzera, Francia, Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Canada, Australia, America Latina) i migliori ambasciatori del tricolore nel mondo.

Speriamo che il prossimo presidente della Repubblica celebri, come meritano, gli eroismi di Eleonora e Michel. Sarebbe davvero un bel modo di cominciare il suo mandato, no?

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