Intervista a Serge Latouche Coronavirus, prove tecniche di decrescita?

Con tre miliardi di persone perlopiù chiuse in casa, e le attività economiche frenate, il quadro globale dettato dalle misure anti-coronavirus ricorda per certi versi il mondo più lento e sostenibile auspicato dai movimenti ecologisti e no global: i consumi sono ridotti al necessario e il numero di viaggi è drasticamente diminuito. Ne scaturirà un cambiamento? La RSI lo ha chiesto al principale ispiratore della cosiddetta decrescita felice Serge Latouche.

Primo piano di un uomo con capelli e barba bianca che sorride verso la camera con volto appoggiato a una mano

Latouche in un'immagine del 2015.

Keystone / Domenico Stinellis

Anche l'economista francese è confinato in casa. Il TG della RSI lo ha quindi raggiunto al telefono per sapere se ritiene che la pandemia di Covid-19 sia l'occasione per cambiare paradigma, come suggerito dai suoi libri.

"La decrescita è un progetto diverso", osserva, perché consiste nel creare un'alternativa al sistema, mentre qui si assiste soltanto al blocco dell'economia.

La situazione attuale ci consentirà però di imparare qualcosa: "che il nostro sistema è fragile".

Ma cosa rimarrà, allora, di tutto questo? La risposta di Serge Latouche nel video sotto.

 



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