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In Turchia, Erdogan blocca Twitter e si prepara alle elezioni

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Di Giorgio Cuscito (Limes)

Domenica 23 marzo due F-16 turchi hanno abbattutoCollegamento esterno un Mig siriano. Per Ankara, da tempoCollegamento esternotra gli antagonistiCollegamento esterno del regime di Bashar al Asad a Damasco, il caccia si trovava nel proprio spazio aereo. Per Asad, il velivolo era impegnato in un’offensiva contro i ribelli a Nord della città di Latakia, nello Nord Est della SiriaCollegamento esterno.

In Turchia, l’abbattimento del caccia è stato annunciato direttamente dal primo ministro e leader del partito Giustizia e Sviluppo (Akp) Recep Tayyip Erdoğan. Il premier ha affermato orgogliosamente: “Anche se il mondo si oppone a noi, sono obbligato a prendere provvedimenti contro qualsiasi minaccia alla sicurezza della mia nazione”.

Erdoğan non si riferiva solo all’aereo abbattuto, ma al recente blocco di TwitterCollegamento esterno. L’Akp e il suo leader, impegnato nella campagna elettorale per le amministrative fissate al 30 marzo, sono al centro di uno scandalo di corruzione senza precedenti in Turchia. Per arginare le accuse, il 21 marzo Erdoğan ha ordinato la censura del popolare social network. Usa e Ue hanno criticato il provvedimento. Anche Abdullah Gül, presidente turco e membro dell’Akp si è detto contrario. La maggior parte dei netizens turchi è riuscitaCollegamento esterno ad aggirare la censura. Erdoğan, che ha detto di voler “spazzare viaCollegamento esterno” Twitter, ha minacciato di bloccare anche Facebook e YouTube. Secondo una disposizione approvataCollegamento esterno nel mese di febbraio, le autorità turche possono bloccare siti Internet e rimuovere contenuti senza il consenso di una corte giudiziaria.

Gezi Park e lo scandalo corruzione

Erdoğan e l’Akp sono sotto pressione da giugno, quando a Istanbul un gruppo di manifestanti ha protestato contro la distruzione di Gezi ParkCollegamento esterno, a piazza Taksim; al suo posto era prevista la costruzione di un centro commerciale. Una parte della popolazione preoccupata per la gestione autoritaria del premier (mascherata da “paternalismo sociale”) e per il rischio di una deriva islamista ha colto l’occasione per manifestare. Con l’intervento della polizia, la protesta è degenerata in scontri violenti. Le manifestazioni si sono presto diffuse in altre città del paese. In tale contesto, i social networkCollegamento esterno hanno avuto un ruolo fondamentale. Il modo in cui Erdoğan ha gestito i tumulti ha creato un certo dissenso all’interno dell’Akp. Le proteste si sono acceseCollegamento esterno nuovamente due settimana fa, quando un quindicenne è morto dopo 9 mesi di coma a causa di una granata lacrimogena che lo aveva colpito in testa a giugno.

Lo scorso 17 dicembre è scoppiato lo scandalo legato al governo. Sono stati arrestatiCollegamento esterno con l’accusa di corruzione, frode e riciclaggio i figli di tre ministri (dell’Economia, degli Interni e per la Pianificazione ambientale e urbana) e alcuni uomini d’affari a lui collegati. I tre sono stati poi rilasciati ed Erdoğan ha eseguito un rimpasto di governo. Nel mese di febbraio, su Youtube sono state pubblicateCollegamento esterno due registrazioni telefoniche di cui una collegherebbe il premier allo scandalo. Nella prima – di cui Erdoğan riconosce la veridicitàCollegamento esterno – il premier chiedeva a un dirigente del quotidiano Habertürk di non pubblicare una dichiarazione del leader del partito del Movimento Nazionalista Devlet Bahceli. Secondo il leader dell’Akp questo conteneva “insulti incredibili” verso la sua persona. Nella seconda conversazione, che per Erdoğan è falsa, il premier intimerebbe al figlio Bilal di liberarsi alla svelta di un’ingente quantità di denaro. L’opposizione ha chiesto a Erdoğan di dimettersi.

Il complotto gülenista

Il primo ministro turco afferma di essere al centro di un complotto organizzato da Fetullah Gülen, l’imam più autorevole di tutta la Turchia (oggi in esilio negli UsaCollegamento esterno) e leader del movimento Hizmet (“il Servizio”), che un tempo era alleato dell’Akp.

Quando il partito Giustizia e Sviluppo è salito al potere, si è avvicinato a Hizmet per consolidare la sua posizione e scongiurare un eventuale colpo di Stato militare. Infatti, “il Servizio” ha un fitto network di seguaci nelle forze di polizia, nel sistema giudiziario, nella burocrazia e nell’istruzione. Per questo oggi Erdoğan accusa Gülen di voler creare “uno Stato nello Stato”. L’imam nega qualsiasi coinvolgimento nello scandalo corruzione. La fine dell’alleanzaCollegamento esterno tra Akp e Hizmet potrebbe essere dovuta all’indebolimento dei due avversari comuni: Corte costituzionale ed Esercito, pilastri del kemalismo.

Le mosse di Erdoğan

Per porre fine alle accuse di corruzione e contrastare la “minaccia” gülenista, il premier turco ha proposto e ottenuto l’approvazione di due leggi da parte del parlamento e del presidente Gül.

La prima prevede la chiusuraCollegamento esterno delle dershanes, le scuole preparatorie private per l’accesso agli istituti superiori e all’università. Molte dershanes sono affiliate a Hizmet, di cui sono la principale fonte d’introiti e di reclutamento. Secondo il provvedimento, le scuole di preparazione dovrebbero essere chiuse entro il 1° settembre 2015.

La seconda legge rafforzaCollegamento esterno il controllo del governo sulle nomine dei giudici. Tale compito spetta al Consiglio supremo dei giudici e dei magistrati, che ora fa capo al ministero della Giustizia. La disposizione violerebbe il principio di separazione dei poteri. Il presidente Gül ha chiestoCollegamento esterno alla Corte Costituzionale di verificarne la legittimità. Il partito Popolare Repubblicano (Chp, fondato dal “padre della patria” Mustafa Kemal Atatürk) ha espresso la medesima domanda per entrambe le disposizioni (1Collegamento esterno,2Collegamento esterno).

Il test delle elezioni amministrative

Negli ultimi 11 anni, Erdoğan ha cambiato la Turchia, facendo prevalere il potere politico su quello militare, liberalizzando l’economia e riaprendo il dialogo con i curdiCollegamento esterno. Inoltre, ha restituito ad Ankara “la profondità strategica” (il titolo della “bibbia” geopolitica del ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoğlu) per mirare al ruolo di primo attore regionaleCollegamento esterno con aspirazioni globaliCollegamento esterno.

La scelta di Erdoğan di annunciare personalmente e con vigore l’abbattimento del velivolo siriano non è casuale. Il premier vuole far leva sul sentimento nazionalista turco e sul suo ruolo di “buon padre” per guadagnare punti prima delle elezioni. Le amministrative sono il primo vero test per determinare la popolarità nazionale di Erdoğan da Gezi Park in poi. Quella all’estero, soprattutto in Occidente, è ormai danneggiata.

Per approfondire: La Turchia, lo Stato nello Stato e la rottura tra Erdoğan e GülenCollegamento esterno

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