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Il democristiano fedifrago



Darbellay diciso fra due responsabilità

Darbellay diciso fra due responsabilità

(Corrado Mordasini)

di Gino Ceschina

La polemica della settimana, in Svizzera, ha riguardato un ex presidente di partito, Cristophe Darbellay, 45 anni, fino ad aprile alla guida del partito popolare democratico svizzero (PPD), e tuttora uomo di punta del movimento.

Cosa ha combinato Darbellay? Qualcosa di molto umano. Ha tradito la moglie. Cose che capitano nelle migliori famiglie (e nei migliori partiti). Solo che la signora con cui ha avuto l'avventura (una sola avventura, ha specificato il politico vallesano) ha avuto la sventura di rimanere incinta.

Fatto sta che a inizio settimana il bimbo è nato (sia lui che la mamma stanno bene) e la notizia è uscita sulla stampa, che con tutta probabilità era già al corrente ma aveva tenuto la cosa in congelatore in attesa del lieto evento.

Sì perché la notizia era particolarmente succosa, in quando il PPD è in Svizzera l'equivalente della vecchia DC italiana. Un partito cristiano, che a quei valori si richiama, e che mette al primo posto del suo programma politico la difesa della famiglia tradizionale.

Evidentemente il fatto che l'ex presidente (che peraltro mal momento del "misfatto" era ancora in carica) di siffatto partito diventasse papà di un bambino nato al di fuori del matrimonio, qualche sopracciglio lo ha fatto alzare. Così come d'altronde le dichiarazioni del neo padreLink esterno, che assumendosi ogni responsabilità, ha chiesto scusa, ha assicurato che provvederà al bimbo e informato di essere già stato perdonato dalla moglie per l'"errore" commesso.

Ora, magari "errore" come termine in questo caso è un po' riduttivo. Diciamo che è stata una cosa un po' diversa dal dimenticare le chiavi di casa o mettere il sale nel caffè, ma di fatto nel giro di due giorni la polemica si era già bell'e sopita.

Senonché, pur involontariamente, a riaccenderla ci ha pensato la mamma del neonato, che ha avuto la brillante idea di raccontare tutta la storiaLink esterno sulla sua pagina Facebook. Ovviamente i giornali ci sono andati a nozze, anche perché alcuni post sembravano francamente fatti apposta: "è figlio di Dio. Sono felice di essere sua madre sulla terra", ha scritto, aggiungendo: "La vita è più facile quando non bisogna essere perfetti. E tu non sarai mai perfetto, orsacchiotto mio. Mamma ti ama". Il tutto precisando che se mai il bimbo dovesse in futuro essere preso in giro dai compagni per l'insolita vicenda, lei provvederà a riempirlo di dolciumi e regali per compensare.

Ovviamente agli avversari politici del PPD, commentatori e vignettisti la dichiarazione relativa al "figlio di dio" è sembrata –restando in tema- manna dal cielo, con inevitabile proliferare di battute sull'Arcangelo Gabriele, lo Spirito Santo e citazioni bibliche varie.

Le acque ora si sono di nuovo calmate, anche perché non sono mancati i richiami alla protezione della sfera personale ed al diritto del bambino ad essere lasciato fuori dalla macchina del fango.

Bene così. Anche se resta difficile credere che quando il bimbo sarà sufficientemente grande dall'essere cosciente di quanto accaduto, qualcuno si ricorderà ancora di questa vicenda. Tanto meglio: avrà qualche regalo in meno, ma non rischierà il diabete.

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