Grandi magazzini I fratelli Bocconi, gli Amazon del XIX secolo

Di Tempi Moderni, RSI

Nel 1877 a Milano, i fratelli Bocconi, commercianti e poi fondatori dell'omonima università, aprirono il primo grande magazzino italiano. Un'avventura ripercorsa dal magazine settimanale di approfondimento economico della RSI Tempi Moderni.

manifesto la rinascente

I negozi dei fratelli Bocconi si chiamavano inizialmente Aux villes d'Italie. Nel 1917, quando cambiarono di proprietà, furono ribattezzati La Rinascente.

Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso

L'inventore dei grandi magazzini è un francese, Antoine Boucicaut, che nel 1852 aprì a Parigi Au Bon Marché.

Ex commesso di provincia, Boucicaut rivoluzionò la vendita, immaginando un magazzino con più tipologie di merci, superando la specializzazione dei negozi ordinari. Inoltre Au Bon Marché i prezzi erano fissi, esposti su etichette e la merce poteva essere ritornata.

In Italia l'eredità di Boucicaut fu raccoltà dai fratelli Bocconi. Nel 1877 questi imprenditori milanesi acquistarono un albergo nel centro della città, trasformandolo in un grande magazzino per la vendita di stoffe, abbigliamento e arredo. Il negozio fu chiamato Aux villes d'Italie, nome che nel 1880 fu poi cambiato in Alle città d'Italia, in seguito a una polemica per l'uso di denominazioni straniere.

Nel 1917, Senatore Borletti rilevò le attività dei fratelli Bocconi, modificando nuovamente il nome dei negozi su proposta del poeta Gabriele D'Annunzio. Fu così che nacque La Rinascente, una catena che negli anni successivi si impiantò in tutta Italia.

Quella avviata dai fratelli Bocconi fu una vera e propria rivoluzione, che cambiò completamente le abitudini di acquisto degli italiani, contribuendo alla nascita della società dei consumi.


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