falò Amore e maternità al tempo del coronavirus

Di Philippe Blanc, Julie Bianchin, Michelle Langrand e Yannick Tennet (RSI)

Sempre più coppie scelgono di dare alla luce il proprio bambino fuori dalle mura dell’ospedale. E’ una tendenza che si è rafforzata in periodo di Coronavirus; il timore dell’ambiente ospedaliero, lo stress psicologico sotto pressione per la crisi pandemica, sono fattori che hanno inciso sulla scelta del parto.

L'esperienza di alcune coppie

Falò ha realizzato un reportage che ha seguito l’esperienza di alcune coppie durante questi giorni difficili. “Un’occasione” per andare a scoprire come le nuove evidenze scientifiche abbiano spinto l’ospedale Cantonale di Aarau a creare una propria Casa Nascita, in cui la gestione del parto è affidata interamente alle levatrici.

Il primo progetto di questo tipo in Svizzera: basato anche, dicono i suoi fautori, sul fatto che, secondo gli studi recenti, per le gravidanze a basso rischio l’accompagnamento continuo di una levatrice può offrire esiti migliori.

Sesso e amore durante il confinamento

Il lockdown ha congelato le loro vite: il momento che stavano vivendo quando il virus ha colpito, per due mesi è diventato l’unica dimensione possibile. Alcuni di loro erano da soli, altri in coppia, altri ancora stavano per lasciarsi.

E allora Natascha e David hanno dovuto imparare e vivere l’uno accanto all’altra 24 ore su 24, mentre per Laura e Damien è stata l’occasione per riscoprire la loro vita sessuale. Altri ancora hanno aspettato con pazienza il ritorno di un partner confinato in altro paese.

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