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Estate 2015, chi è senza peccato…

(KS)

Hypercorsivo di Massimo Donelli

Sulla spiaggia di Liscia RujaLink esterno, una delle perle della Costa SmeraldaLink esterno, tra centinaia di bagnanti e decine di vu cumpràLink esterno che offrono tranquillamente merce contraffatta (orologi, borse, t-shirt), vanno avanti e indietro due ragazzi sardi.

Uno trascina un carrello da facchino di stazione. L'altro ha a tracolla una mini cucina sulla quale prepara hamburger e hot dog.

Piccolo dettaglio: per alimentare la cucina adopera una bombola di gas, che porta in spalla a mo' di zaino.

Sicurezza? Fate voi…

Nel Parco di Porto ConteLink esterno, a pochi chilometri da AlgheroLink esterno, sull'altra costa dell'isola, quella di nord ovest che guarda verso la Spagna, la ForestaleLink esterno vigila 24 ore su 24 affinché la natura non subisca oltraggi.

La gigantesca riserva di terra, infatti, circondata da una straordinaria riserva marina, è l'habitat naturale per il cervo sardo, i cavalli allo stato brado, i magnifici asinelli e per diverse specie di uccelli predatori.

VietatoLink esterno strappare un rametto di elicrisoLink esterno.

Guai a portarsi via una piantina di mirtoLink esterno.

Giusto, benissimo.

Peccato che al belvedere della ForadadaLink esterno, la più straordinaria terrazza naturale del parco da cui godersi in silenzio il tramonto, troneggi un cassone color arancio alimentato da un rumoroso generatore piazzato proprio nella macchia mediterraneaLink esterno: è un bar ambulante, che uccide ogni profumo di Sardegna ammorbando l'aria con l'insopportabile odore di carne bruciata sulla piastra.

Tutto in regola?

Sì: il comune di Alghero ha rilasciato regolare permesso.

Dentro un parco naturale.

Sensato? Fate voi…

Andiamo avanti.

In spiaggia è vietato giocare a racchettoni. Così come è vietato giocare a palloneLink esterno.

Eppure prendete uno stabilimento balneare a caso, partendo da Trieste per finire a Ventimiglia, isole comprese.

Prendetene uno a caso, dai.

E vedrete che, quasi ovunque, imperversano i rumorosissimi racchettoni, particolarmente pericolosi quando due idioti giocano con vere palline da tennis; così come vedrete che, ovunque, il rischio di pallonata, sub specie water-soccer (il calcio tra mare e battigia) o water-volley (la pallavolo in mare) è costante.

Qualcuno si prende la briga di far rispettare leggi e regolamenti?

Ma figurati…

Ti colpiscono?

Va già bene se chiedono scusa.

Ti lamenti?

Passi per guastafeste e bacchettone.

Capito?

L'Italia è ritenuta un Paese di lacci e lacciuoli.

Troppe regole, si dice, che complicano la vita.

Ma alla montagna di leggi, regolamenti e disposizioni non sempre corrisponde, come abbiamo appena raccontato, una realtà conseguente.

Per esempio, i vari PradaLink esterno, Tod'sLink esterno, Bottega VenetaLink esterno, ossia le grandi griffe del made in Italy, si battono da anni contro la vendita di prodotti contraffatti.

Che è formalmente vietata e penalmente perseguibile.

Ma la si pratica senza sosta d'estate sulle spiagge e d'inverno nelle piazze di tutte le città.

Le gridaLink esterno di manzoniana memoria, quindi, sono puntualmente disattese.

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Certo, fa impressione scoprire su Google MapsLink esterno che tra il ministero dell'InternoLink esterno, preposto alla sicurezza degli italiani, e la Parrocchia di Don BoscoLink esterno, dove il rito si è celebrato, ci sono appena 9,8 chilometri; eppure un elicottero ha potuto, indisturbato, spargere petali di rosaLink esterno (e se fosse stato gas nervino?) per celebrare lo strapotere di una famiglia non esattamente sconosciuta in QuesturaLink esterno.

Ma, dice il Vangelo, chi è senza peccato scagli la prima pietraLink esterno.

E noi temiamo che all'appello, tra racchettoni, pallonate e hot dog a bombola (o bomba?) di gas, non possa rispondere nessuno.

Segui @massimodonelliLink esterno

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