Prosecco, il successo globale e la discordia
È lo spumante italiano più esportato. Ma se i produttori del generico Prosecco DOC se ne rallegrano, quelli della regione del Conegliano Valdobbiadene DOCG ritengono di avere poco da festeggiare: devono far sempre più fronte alla concorrenza di spumanti a basso costo provenienti dal resto del Veneto e del Friuli. Il TG della Radiotelevisione svizzera li ha messi a confronto.
“Dobbiamo lasciare un patrimonio pulito e non, senza offesa, volgarizzato come stanno facendo quelli che producono 4 o 500 milioni di bottiglie”.
È il parere di Francesco Drusian, la cui famiglia opera da tre generazioni proprio a Valdobbiadene, sulle colline d’origine del Prosecco, denominazione della quale dal 2009 possono fregiarsi molti prodotti della regione ricavati dalla glera, il vitigno base di questo spumante.
Tanto che i viticoltori di Conegliano Valdobbiadene hanno pensato di eliminare la parola prosecco dalle loro etichette.
Buona parte dei consumatori, del resto, non distingue tra DOC e DOCG. Ma secondo Stefano Zanette, presidente del consorzio Prosecco DOC che contempla nove province tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, le grandi cantine hanno creato una notorietà che favorisce tutto il sistema produttivo.
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