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Caratteristiche e vantaggi dei rifugi antiatomici


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L'abitudine delle famiglie svizzere di tenere in casa una riserva di generi alimentari e beni di uso comune si è un po' persa, indica un'indagine. Ma quando esse avevano ancora memoria diretta del razionamento durante la seconda guerra mondiale, e si era in piena Guerra fredda, la preparazione ad affrontare un periodo di crisi era un pensiero ricorrente.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2019 - 18:00
tvsvizzera.it/ri con RSI (Teche)

Come documentato da questo servizio d'archivio, gli svizzeri erano perlopiù convinti di poter scampare anche a un conflitto nucleare grazie a scorte adeguate e a una buona diffusione e cura dei rifugi.

Le case e i palazzi di più recente costruzione disponevano di bunker privato; il resto della popolazione, in caso di emergenza, avrebbe fatto ricorso a rifugi pubblici, come quello allestito nella galleria del Sonnenberg a Lucerna.

Le costruzioni di protezione oggiLink esterno

Il Sonnenberg stabilì un primato europeo: era progettato per chiudersi ermeticamente in sei ore grazie a quattro portelloni di 10 tonnellate, e assicurare la sopravvivenza per 2 mesi a 20'000 persone, che avrebbero abitato 8 quartieri dormitorio e potuto contare su infermerie, ospedali, uffici postali e un deposito valori.

+ Che ne è stato del rifugioLink esterno

Il servizio di Krysia Binek e Bruno Soldini, fu trasmesso dalla Radiotelevisione svizzera il 1° dicembre 1982, nell'ambito di 'Argomenti'.

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