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Dalle Teche RSI Caratteristiche e vantaggi dei rifugi antiatomici


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Servizio d'archivio (1982) su come la maggioranza degli svizzeri pensava di poter sopravvivere a un conflitto nucleare

L'abitudine delle famiglie svizzere di tenere in casa una riserva di generi alimentari e beni di uso comune si è un po' persa, indica un'indagine. Ma quando gli svizzeri avevano ancora memoria diretta del razionamento durante la seconda guerra mondiale, e si era in piena Guerra fredda, la preparazione ad affrontare un periodo di crisi era un pensiero ricorrente.

Come documentato da questo servizio d'archivio, gli svizzeri erano in maggioranza convinti di poter scampare anche a un conflitto nucleare grazie a scorte adeguate e a una buona diffusione e cura dei rifugi.

Le case e i palazzi di più recente costruzione disponevano di bunker privato; il resto della popolazione, in caso di emergenza, avrebbe fatto ricorso a rifugi pubblici, come quello allestito nella galleria del Sonnenberg a Lucerna.

+ Le costruzioni di protezione oggiLink esterno

Il Sonnenberg stabilì un primato europeo: era progettato per chiudersi ermeticamente in sei ore grazie a quattro portelloni di 10 tonnellate, e assicurare la sopravvivenza per 2 mesi a 20'000 persone, che avrebbero abitato 8 quartieri dormitorio e potuto contare su infermerie, ospedali, uffici postali e un deposito valori.

Il servizio di Krysia Binek e Bruno Soldini, fu trasmesso dalla Radiotelevisione svizzera il 1° dicembre 1982, nell'ambito di 'Argomenti'.

+ Che ne è stato del rifugio

tvsvizzera.it/ri con RSI (Teche)

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