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Il vetraio senegalese di Venezia

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Questo contenuto è stato pubblicato il 07 giugno 2019 - 09:20
Dario Lo Scalzo, Rsionline, Dario Lo Scalzo

Riconosciuto dagli stessi mastri vetrai come il primo "maestro non veneziano", Moulaye Niang è punto di riferimento in laguna con le sue creazioni originali che abbinano cultura veneziana e senegalese.

Moulaye Niang, meglio conosciuto come il “MuraneroLink esterno", è un artigiano e un artista originario del Senegal che un paio di decenni fa è approdato in laguna folgorato dall’arte di lavorare il vetro. Con grande tenacia per anni ha imparato quest’arte antichissima all’interno della ristretta e gelosa cerchia dei maestri di Murano e oggi viene riconosciuto dagli stessi come il primo maestro vetraio non veneziano.

Nel cuore della città veneta, all’interno della sua bottegaLink esterno, l’artista senegalese realizza perle di vetro a lume, collane in vetro ed ebano e altre creazioni che sono l’espressione di un’evidente contaminazione tra l’arte africana e quella veneziana.

Muranero insegna la lavorazione del vetro a turisti, curiosi, studenti, artigiani apprendisti con l’intento di trasmettere e mantenere vivo un mestiere ormai in declino. Oggi Moulaye e il suo laboratorio sono divenuti dei punti di riferimento in laguna. La sua passione è giunta anche in Senegal dove Moulaye ha portato l’arte del vetro in una scuola di bambini e dove ha realizzato dei laboratori per giovani senegalesi.

Quando non soffia il vetro si dedica al suo secondo interesse, la musica, che per Muranero rappresenta un’ulteriore opportunità di costruire ponti tra culture.

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