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Zugo da rifugio fiscale a polo delle valute virtuali

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Zugo ambisce a diventare polo di sviluppo per il commercio basato su criptovalute come il bitcoin. Il cantone conta una trentina di società attive nel settore e l’amministrazione della Città è la prima ad accettare bitcoin come mezzo di pagamento. Il reportage della Radiotelevisione svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 agosto 2017 - 18:35
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 19.08.2017)

“Il vantaggio di queste monete elettroniche è che sono indipendenti dalle politiche delle banche centrali”, spiega Jan Brzezek, cofondatore della start-up Crypto Fund, che ha come obiettivo creare a Zugo il primo fondo di investimento in bitcoinLink esterno.

“Per gli investitori è molto interessante”, aggiunge, “perché il corso di questa valuta è ancora molto volatile. È quindi rischioso ma potenzialmente molto remunerativo, a differenza di azioni e obbligazioni”.

Zugo pare pronta a perdere l’etichetta di paradiso fiscale per quella di Crypto ValleyLink esterno, con una trentina di nuove imprese attive nel settore e un incubatore ad hoc.

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Assicurati senza assicuratore

Un altro giovane intervistato dalla RSILink esterno sta sviluppando un sistema di assicurazione automatizzato basato sulla valuta elettronica Ether, per essere rimborsati in caso di ritardo dell’aereo.

“Non ci sarà più bisogno di rivolgersi all’assicuratore, non ci sarà nemmeno bisogno di una società assicurativa”, promette Stephan Karpischek, cofondatore Etherrisk. “Una volta registrato il ritardo il sistema vi rimborsa immediatamente”.

A quando le tasse in bitcoin?

L'amministrazioneLink esterno comunale di Zugo dà il suo contributo al nuovo polo: accetta bitcoin per pagamentiLink esterno al di sotto dei 200 franchi. È più che altro un modo per far parlare della città nel mondo.

“Zugo è stata sempre pioniera”, rivendica il sindaco Dölfi Müller. “Lo è stata con l’abbassamento delle imposte, da cui è scaturito un grande sviluppo economico. Ma oggi non possiamo più diminuire le tasse; dobbiamo avere delle nuove idee”.


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