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Corna, gelati, bandane e caschi. Buffo duello tra italiani e francesi

(Keystone)

di Massimo Donelli

Ieri, la bandanaLink esterno… Le cornaLink esterno alla foto ufficiale dell'Unione europea… Le olgettineLink esterno… La nipote di MubarakLink esterno… I risolini di Angela MerkelLink esterno e Nicolas SarkozyLink esterno in diretta mondiale…

Oggi, il carretto dei gelatiLink esterno nel cortile di Palazzo ChigiLink esterno e l'inglese mal parlato (per non dire maltrattato) come il francese in Totò, Peppino e la malafemminaLink esterno

Così, quando gli italiani varcano i confini, prima o poi arriva il momento in cui, con la scusa di avere notizie sul Belpaese, qualcuno - francese, tedesco o inglese che sia - comincia a tirar fuori le gaffes di Silvio BerlusconiLink esterno (ieri) o di Matteo RenziLink esterno (oggi).

E' una maliziosa e sottintesa sineddocheLink esterno, ossia una parte per il tutto: se votate gente simile, vuol dire che siete tutti così; noi invece…

A guardare gli italiani dall'alto in basso sono stati soprattutto i cugini francesi.

E fino a ieri c'era ben poco da replicare.

Attaccare la memoria di Francois MitterrandLink esterno per via della doppia vitaLink esterno che si è scoperto essere addirittura triplaLink esterno? Inelegante parlare di un defunto. E soprattutto ridicolo farlo dopo le parole pesanti di Veronica LarioLink esterno sull'haremLink esterno dell'insaziabile ex marito.

Puntare il dito contro l'orgiastico Dominique Strauss-KahnLink esterno? Sì, da quale pulpito…

Ma oggi la musica è cambiata.

Oggi risuonano le parole che il fiorentino (ma guarda che coincidenza!) Pier CapponiLink esterno disse a Carlo VIIILink esterno di Francia (ma guarda che altra coincidenza!) quando il re transalpino minacciò di far saccheggiare Firenze dai suoi soldati al suono delle trombe: "Se voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane", ossia chiameremo il popolo a raccolta contro l'invasore.

E le campane oggi suonano (politicamente) a morte per due personaggioni che hanno spezzato le gambe allo sciovinismo francese: Francois HollandeLink esterno, presidente della Repubblica, e Nicolas Sarkozy, il suo predecessore

Hollande si è fatto beccare da un paparazzo con il casco in testa come uno scippatore di strada mentre, sgaiattolando fuori dall'appartamento dell'amante, l'attrice Julie GayetLink esterno, saliva sullo scooter di una compiacente guardia del corpo.

Foto sparata in copertina su CloserLink esterno e…apriti cielo!

La premiere dame, la giornalista Valerie TrierweilerLink esterno, scoperta la trescaLink esterno si sente male e finisce all'ospedaleLink esterno; il presidente pensa di cavarsela con un compiacente botta e risposta alla prima conferenza stampaLink esterno.

Ma lui sbaglia i conti.

Mentre lei, dopo mesi di silenzio, si riprende.

E piazza la bomba.

Che esplode mercoledi 3 settembre, quando il settimanale Paris MatchLink esterno esce con l'anteprimaLink esterno del libroMerci pour ce momentLink esterno in cui "Rottweiler" (questo il soprannome di Valerie) leva la pelle all'inquilino dell'EliseoLink esterno raccontando, fra l'altro, che lui, socialista, odia i poveri e li chiama con disprezzo "sans dents", gli sdentati.

Duecentomila copie delle memorie velenose vanno esauriteLink esterno in un amen.

E la popolarità di Francois precipita al 13 per cento.

Non basta.

Nelle stesse ore si scopre che Sarkozy, fermato il 2 luglio dalla Gendarmerie e tutt'oggi sotto inchiesta per una brutta faccenda di ingerenze giudiziarie alla quale ha replicato parlando come un clone di BerlusconiLink esterno (ma pensa te gli scherzi della Storia…), ne avrebbe combinato una grossa, ma grossa davvero.

Questa: avrebbe pagato il divorzio (silenzio incluso?) dalla prima moglie, Cécilia AttiasLink esterno, con 3 milioni di euro avuti in dono dallo sceicco del Qatar, Tamim bin Hamad Al ThaniLink esterno. Come mai lo sceicco avrebbe scucito il tesoretto? Guarda caso, subito dopo il divorzio gli investimenti qatarioti in Francia hanno cominciato velocemente a decollare, coinvolgendo anche il Paris Saint GermainLink esterno, il club calcistico della capitale ora in mano al generoso Tamin.

Morale: due capi di Stato, due figuracce globali.

Altro che grandeur, ghignano gli italiani.

Che, dopoanni di risolini vessatori, sono finalmente nella condizione di poter frequentare i salotti francesi senza sentirsi figli di un dio minore.

E se qualcuno ora prova a sfotterli, sai che scampanata?

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