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Come inventarsi un mestiere "ecocompatibile" in Sudafrica

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Questo contenuto è stato pubblicato il 23 gennaio 2020 - 10:33
Lorenzo Simoncelli, RSI

La storia di Nofuneko Nomyelo che, grazie alla raccolta differenziata, sta facendo crescere i suoi nipoti a Città del Capo.

L'ecosostenibilità, in molte metropoli del Sudafrica, non aiuta solo l’ambiente, ma anche il portafogli, soprattutto di chi si trova ai margini della società. Dal mattino presto è frequente trovare per le strade di Città del Capo centinaia di persone che, informalmente, raccolgono plastica, carta e vetro. Materiale riciclabile, poi, venduto.

PolycoLink esterno, un’organizzazione non-profit attiva in diverse città del Paese, ha lanciato il progetto “Packaging”. Un’iniziativa che prevede l’aiuto delle comunità nel mantenere pulite le zone urbane e ridurre la quantità di rifiuti che si deposita nelle discariche in cambio di una ricompensa economica. Ad oggi, grazie al lavoro di persone comuni come Nofuneko Nomyelo, la protagonista della storia, 870 tonnellate di materiale riciclabile sono state recuperate e circa 2mila persone sono state ricompensate per la loro attività ecologica.

Nonostante le discariche di Città del Capo siano quasi al completo per l’incremento della popolazione, la metropoli - così come l’intero Sudafrica - si posiziona meglio di alcuni Paesi europei nella sfida della raccolta differenziata.

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