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Perché al contadino di Rüeterswil serve la neve

In Svizzera, durante l'inverno, non pochi agricoltori svolgono una seconda attività. Gli impianti di risalita, con il loro picco stagionale, sono un buon esempio di opportunità di impiego. A patto che ci sia la neve. Questo servizio della RSI ci porta nel Canton San Gallo, dove per alcuni contadini rimasti senza occupazione le conseguenze finanziarie si fanno sentire.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 febbraio 2020 - 10:00
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 31.01.2020)
RSI-SWI

"Al momento lavoro nel bosco, sgomberando legname e tagliando cespugli e arbusti. Tutti lavori che di solito svolgo in primavera. Dato però che non posso andare allo skilift, li sbrigo ora".

A parlare è Andreas Büeler, la cui azienda fa parte dell'80% di imprese agricole del Canton San Gallo che sopravvivono grazie ai secondi lavori, come spiega il presidente dell'unione cantonale dei contadini Andreas Widmer.

"Senza queste entrate gli agricoltori dovrebbero organizzarsi in modo totalmente diverso, o addirittura cedere le loro attività", osserva. Non è solo questione di bilancio annuale (fino a un terzo del reddito arriva da attività accessorie) ma anche di contributi per la previdenza, che vengono a mancare.

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Intanto sulle piste di Atzmännig, dove lavora Andreas, sono caduti appena 5 centimetri di neve. Per aprire gli impianti ne servirebbero 30. La stessa stazione turistica è in difficoltà.

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