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La storia del Grand Hotel amato da Fellini

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Il Grand Hotel, reso immortale da Fellini,  raccontato dalla figlia di Antonio Batani che iniziò la sua carriera al Bar della Stazione di Coira.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 luglio 2020 - 12:31
Matteo Tacconi e Ignacio Maria Coccia, Rsinews

Il Grand Hotel RiminiLink esterno, realizzato nel 1908 su progetto dell’architetto uruguaiano di origini svizzere Paolo Somazzi, è uno degli alberghi più lussuosi e celebri dell’intero bacino mediterraneo.

Simbolo di eleganza e lusso, importante contrassegno fisico della città romagnola, il Grand Hotel fu reso celebre da Federico FelliniLink esterno, il figlio più illustre di Rimini. Quest’anno ricorre il centenario della nascita. Il regista ne riprodusse in AmarcordLink esterno e altre pellicole gli interni, prendendo ispirazione durante i suoi frequenti soggiorni nell’hotel. Fellini passava ore sul divano della hall o davanti alle cabine telefoniche, disegnando, rappresentando il suo mondo, popolandolo di personaggi. Quei bozzetti presero corpo nei suoi film.

Nel 2007 il Gran Hotel fu acquistato da Antonio Batani, re degli albergatori romagnoli. Batani, scomparso cinque anni fa, iniziò la sua carriera nel Canton Grigioni, a Coira, facendo il lavapiatti nel Bar della StazioneLink esterno.

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