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Che cosa insegnano le peripezie di Lady Bonolis

La foto "incriminata" postata su Instagram

La foto "incriminata" postata su Instagram

(Instagram)

Hypercorsivo di Massimo Donelli

D'improvviso, in piena estate, Paolo BonolisLink esterno, top-playerLink esternodell'audienceLink esterno tv, si è trovato al centro di una tempesta mediatica.

Senza aver profferito parola.

Senza aver mosso un dito.

Come è stato possibile?

Storia curiosa.

E istruttiva.

Ve la racconto.

Tutto è partito da una foto che, Sonia BruganelliLink esterno, la seconda moglie di Paolo, ha postato su InstagramLink esterno.

Nella foto si vedono Bonolis, l'autore televisivo Marco SalvatiLink esterno e, indistintamente, altri passeggeri, immortalati su un jet privato mentre volano verso l'isola spagnola di FormenteraLink esterno, meta di vacanza.

Volo privato?

Apriti cielo!

Appena la foto è andata onlineLink esterno, i cecchini del web hanno cominciato a sparare postLink esternovelenosi contro Sonia accusandola – sintetizzo per vostra comodità – di ostentare ricchezza.

E lei?

Furibonda, ha rispostoLink esterno così: "O mio Dio... Nemmeno se i suoi soldi fossero i vostri... Grazie. ...e comunque l'aereo privato non è nostro. Si può prendere per piccoli spostamenti e noi, avendo molti bimbi, di cui una non proprio velocissima negli spostamenti;-) lo noleggiamo ogni anno. Potendo farlo, perché no?? L'Italia è quel paese dove per essere apprezzato sui social network devi farti una foto dove se la fanno cani e porci (tipo a piazza del Duomo) vestito come un poveraccio; mentre se ti fai una foto in una suite, vestito con abiti di alta sartoria e pieno di gioielli, vieni meno apprezzato e addirittura criticato (pensate voi come stanno inguaiate alcune persone). Mentre all'estero è tutto il contrario... A me viene l'angoscia ogni volta che vedo molti personaggi pubblici italiani salire sui palchi in t-shirt e jeans (alcuni salgono addirittura in canotta e pantaloncini): credo che nel mondo dello spettacolo la semplicità non si può vedere né scenicamente e né musicalmente (solo umanamente: e pubblicare una foto in una suite non vuol dire non essere una persona semplice). Italiani siate più positivi e meno frustrati: la vostra negatività è la rovina della vostra vita e del vostro paese. In Sud America molti sono poveri ma seguono e ammirano artisti superbi; non aggiungo altro...".

Qualunque sia il vostro giudizio su queste parole, "Pezo el tacón del busoLink esterno", come recita l'antico proverbio veneto.

Infatti, la replica di Sonia ha avuto lo stesso effetto della benzina gettata sul fuoco…

…l'incendio si è viralmente esteso a tutti i social mediaLink esterno

… e ha perfino spinto la bloggerLink esterno più velenosa del web, Selvaggia LucarelliLink esterno, a intervenire in difesaLink esterno dei coniugi Bonolis: "(…) se sei un impiegato puoi ostentare il perizoma al mare, il giro in moto d'acqua, la borsa di Fendi costata due stipendi, le nozze per cui ti sei indebitata fino al 2089, le vacanze a Mykonos che hai rateizzato fino a dicembre, l'iPhone 6 che per comprarlo hai ritirato tuo figlio dal basket; ma, se sei ricco o giù di lì, sei tenuto alla sobrietà. Intendiamoci. Anche a me stanno sulle balle quelli che trascorrono l'esistenza ostentando le foto cafone dello champagne nel privé in discoteca o il loro parco macchine, ma di sicuro non è il caso della famiglia Bonolis. E poi diciamocela tutta. Se guadagnassimo anche noi 9 milioni di euro l'anno come il buon Paolo, altro che Easyjet (…) Per il resto, visto che fino a prova contraria Bonolis paga le tasse, pure se a Formentera ha voglia di andarci su una biga motorizzata, in oro zecchino e trainata dalle renne di Babbo Natale, sono bellamente, beatamente "Affari suoi"".

Giusto.

Chi legittimamente guadagna, legittimamente spende come gli pare.

Pensiero che, però, in un Paese cattolico qual è l'Italia non trova cittadinanza.

Infatti, dalle Alpi in giù, il denaro, come nel Medioevo, è lo sterco del diavoloLink esterno.

Tanto che nessuno dice mai, nemmeno agli amici, di quali risorse liquide e immobili dispone; qual è, cioè, la sua "sostanza", come la chiamano in Canton Ticino.

Ma, secondo me, il punto non sta negli introiti e nelle spese della famiglia Bonolis.

Il cuore della vicenda è un altro.

Ed è mediatico.

Sonia è abituata a gestire il pubblico.

E', lei, infatti, la responsabile del castingLink esterno per tutti i programmi del marito, in primisCiao DarwinLink esterno.

E' sempre lei che si occupa di governare la distribuzione dei posti negli studi dove quei programmi si registrano.

E nessuno, ovviamente, visti gli ottimi risultati d'ascolto, fiata.

Ci mancherebbe.

Ma il pubblico del web è altro.

E' anonimo.

Indomabile.

Non di rado aggressivo.

Tanto da aver spinto Umberto EcoLink esterno a dire: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli. La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità".

Si può essere d'accordo o meno con il celebrato autore de Il nome della rosaLink esterno.

Resta il fatto che, quando si decide di rendere pubblica la vita privata, come nel caso di Lady Bonolis, bisogna metter nel conto oltre alle lodi anche le critiche.

Sapendo, anzitutto, quanto possano diventare aggressivi i cecchini del web se a muoverli è l'invidia sociale.

E quindi?

Rispondere ai cattivi?

Per citare un altro proverbio, questa volta siciliano,"Link esterno'A megghiu parola è chidda ca 'un si dici".Link esterno

Ossia, meglio tacere.

Oppure, se proprio si vuol replicare, farlo a mente fredda, calibrando bene i toni, magari con l'aiuto di un professionista della comunicazione.

Sonia, invece, ha risposto d'istinto, come una leonessa.

Amici e collaboratori, per manifestarle solidarietà, si sono scatenati a scrivere sui social media (qualcuno con parole improvvide) alimentando ancor più il fuoco.

Ed è venuto giù un diluvio di insulti (leggete quiLink esterno).

Intendiamoci…

Non è la prima volta né sarà l'ultima che una star (o chi ne fa le veci) finisce in mezzo a una tempesta digitale.

La domanda è: ne vale la pena?

Vale la pena, cioè, di esporre (immagini, parole) e di esporsi (alla cattiveria, all'invidia)?

Basterebbe un po' di prudenza, un po' di discrezione e si vivrebbe tranquilli, no?

Anche perché, come diceva il grande Ennio FlaianoLink esterno, "In Italia ti perdonano tutto, tranne il successo".

Figuriamoci se in piena estate, tra aerei a singhiozzo, treni in ritardo e traghetti sgangherati, ti perdonano un jet privato…

Segui @massimodonelliLink esterno

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