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Carro del vincitore? Spiacente, tutto esaurito

Il carro del vincitore ansa

di Massimo Donelli

Carro del vincitore?

Spiacente, esauriti anche i posti in piedi.

Come al solito.

Anzi, stavolta più del solito.

Tra sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, infatti, tutti (ma proprio tutti) i giornali italiani, inclusi quelli televisivi e radiofonici, hanno speso vagonate di parole mielose per esaltare la figura di Sergio MattarellaCollegamento esterno, appena eletto presidente della RepubblicaCollegamento esterno.

Non un dubbio, un però, un forse (a parte la voce isolataCollegamento esterno di Piero OstellinoCollegamento esterno)…

C’era tra di noi un santo e non ce ne siamo mai accorti.

Dove si è nascosto San Sergio in tutti in questi anni?

Perché non si è manifestato prima a miracolare il Paese ammalato?

Mistero glorioso.

Eppure, nessuno se lo filava, da anni.

Si sono dovute affannosamente cercare foto in bianco nero negli archivi cartacei per pescare un’immagine del neo capo dello Stato, un desaparecido che era parcheggiato tra gli intoccabili giudici della Corte CostituzionaleCollegamento esterno.

La prova?

Se è il genio celebrato da cotanta folla di aedi, come mai si è dovuto chiedere a Giorgio NapolitanoCollegamento esterno di prolungare le fatiche quirinalizie?

E come mai, invece di ricorrere, per dire, a Mario MontiCollegamento esterno, frettolosamente battezzato con il laticlavioCollegamento esterno e garantito a vita dal relativo, cospicuo emolumentoCollegamento esterno, non si è pensato a lui, a Sergio, per avere alla guida del governo qualcuno che non facesse storcere il naso a frau Angela MerkelCollegamento esterno e agli altri accigliati pretoriani dell’eurorigore?

Curioso, no?

Eppure gli addetti ai lavori lo conoscevano e lo conoscono bene. Soprattutto per via del Mattarellum, il sistema elettorale in vigore dal 1993 al 2001, poi parzialmente modificato, che il politologo di sinistra Gianfranco PasquinoCollegamento esterno, sull’Enciclopedia Treccani, definisce “malamente congegnatoCollegamento esterno” e del quale, fino a ieri, tutti hanno detto una cosa e una sola: che va abolito perché impedisce di dare stabilità al quadro politico.

Un pasticcio, insomma.

Ma oggi, silenzio.

Guai a criticare.

Anzi, c’è chi, violino alla mano, spiega che nessuno meglio di Sergio può occuparsi dell’anti Mattarellum, ossia l’ItalicumCollegamento esterno, la riforma elettorale griffata Matteo&Silvio considerata da un vecchio compagno di partito di Mattarella, l’eterno democristiano Paolo Cirino PomicinoCollegamento esterno, una iattura, anzi una dittaturaCollegamento esterno.

E, a proposito di DcCollegamento esterno e di democristiani: dal magazzino memoria della politica italiana stanno uscendo d’improvviso, a uno a uno, tutti i fantasmi scudocrociati, dimenticati per anni al pari del neodivo Sergio e ora nuovamente inseguiti dai microfoni.

Leoluca OrlandoCollegamento esterno è stato il primo a tagliare il traguardo televisivo su RaiunoCollegamento esterno appropriandosi della nomina quirinalizia quasi fosse merito suo.

Ciriaco De MitaCollegamento esterno (sì, proprio lui) è risorto negli studi SkyTg24Collegamento esterno.

E Rosy BindiCollegamento esterno non ha mai avuto un sorriso largo come negli ultimi giorni.

Insomma, la Balena biancaCollegamento esterno è tornata.

Alla grande.

Si è mangiata definitivamente il vecchio (gli ex comunisti acquartierati sotto l’insegna del PdCollegamento esterno guidato da un postdemocristianoCollegamento esterno del PpiCollegamento esterno) e il nuovo (Forza ItaliaCollegamento esterno, la LegaCollegamento esterno, il Movimento 5 stelleCollegamento esterno) sparando sul colle più alto il suo esponente più grigio, taciturno, appartato.

E giù applausi!

Come se tutti, stanchi dopo gli anni chiassosi del berlusconismo, dell’antiberlusconismo, del grillismo e del leghismo, fossero disperatamente alla ricerca di un luogo di pace, politica e sociale.

E chi ha mai garantito agli italiani tranquillità e benessere meglio della vecchia Dc?

Morale: la Grecia in mano ai rossi, l’Italia in mano ai democristiani. Chissà che cosa pensano lassù, tra Bruxelles e Francoforte, di questi mediterranei eternamente stravaganti, eternamente cattocomunisti…

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