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Inverno bugiardo, quale futuro per le stazioni sciistiche?

Sciatori a Zermatt, ai piedi del Cervino © Keystone / Christian Beutler


Il settore del turismo alpino, confrontato con la sfida del riscaldamento globale, è alla ricerca soluzioni a lungo termine.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2020 - 09:00

Un bianco Natale come quello di quest’anno è ormai diventato l’eccezione alla regola. Colpa del surriscaldamento climatico. Un ambito in cui la Svizzera (e l’arco alpino in generale) sono messi peggio di altre zone del pianeta.

Infatti nel nostro Paese le temperature medie sono salite del doppio rispetto al resto del globo. E allora, se per le feste le stazioni sciistiche hanno potuto tirare un sospiro di sollievo, le prospettive a medio termine restano preoccupanti.

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Anzi, alle quote intermedie, lo sci sembra proprio destinato a scomparire. E allora che futuro dobbiamo immaginare per le stazioni invernali? Che si concentrino sull’estate? Che puntino su altre attrazioni? O che investano per ricreare artificialmente quell’ambiente tipicamente invernale che ormai la natura non ci regala più?

Nella puntata di Falò il punto sulla situazione nelle stazioni invernali, sia grandi che piccole, dal Ticino alle Alpi austriache.

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