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Calo delle richieste Asilo, centri accoglienza poco occupati

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Servizio del TG sui centri richiedenti asilo che chiudono o licenziano per mancanza di occupazione.

In Svizzera, sono sempre di più gli alloggi costruiti o recuperati per ospitare richiedenti asilo poco utilizzati, a causa del calo delle richieste cui si assiste dal 2016. Alcuni cantoni o comuni li stanno chiudendo, altri chiedono di avere più richiedenti.

Il servizio del TelegiornaleLink esterno della Radiotelevisione svizzera RSI parte da Wilen, nel canton Turgovia. Qui, un tempo, i migranti erano alloggiati nel rifugio della protezione civile, che era quasi sempre pieno.

"L'aerazione è pessima, c'era una puzza, dormivano tutti nella stessa camera", ricorda il sindaco Kurt Enderli. "Quando si cucinava era impossibile liberarsi dall'odore".

Per migliorare la vita dei richiedenti asilo, il comune ha installato dei prefabbricati, che però oggi sono occupati sono per la metà. 

Wilen ha quindi scritto ai comuni turgoviesi, nella speranza che sfruttino di più questi alloggi, costruiti per far fronte ai flussi migratori del 2015.

Altrove, i centri chiudono del tutto

Nel 2017, in Svizzera, si prevedono 24'500 richieste d'asiloLink esterno, ovvero 15 mila in meno rispetto a due anni fa. Un calo che nel canton San Gallo ha già portato a chiudere centri e licenziare 22 persone. 

Chiusure e licenziamenti, però, non si registreranno ovunque, spiega il capo dell’Ufficio grigioneseLink esterno della migrazione Marcel Suter. Dipende da come i cantoni si organizzano nel settore.

"San Gallo e Zurigo, ad esempio, assegnano i richiedenti e le persone ammesse provvisoriamente quasi subito ai comuni. Nei Grigioni, invece, queste persone sono alloggiate in strutture collettive finché hanno una certa autonomia o non ricevono risposta alla loro domanda".

Non a caso, i centri del canton Grigioni sono occupati fino al 90% e non è previsto nessun taglio, anche perché Berna ha esortato i cantoni a non sottodotarsi di strutture.

Verso una riorganizzazione del sistema

"Dal passato sappiamo che la situazione migratoria può cambiare molto velocemente e bisogna sempre essere preparati", sottolinea Suter.

Dal primo gennaio 2019, tuttavia, l'asilo in Svizzera sarà organizzato diversamenteLink esterno e i cantoni dovrebbero ricevere, nel complesso, meno richiedenti.

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 11.10.2017)

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