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C’erano una volta tre grandi squadroni…

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Hypercorsivo di Massimo Donelli

C’erano una volta tre grandi squadroni che dominavano la Serie ACollegamento esterno: InterCollegamento esterno, JuventusCollegamento esterno e MilanCollegamento esterno.

Ci sono ancora, intendiamoci.

Ma dall’epoca dello strapotere meneghin-sabaudo molta acqua è passata sotto i ponti.

E la musica è cambiata.

Eccome se è cambiata…

Gli interisti?

Sono trascorsi ormai 6 anni dal tripleteCollegamento esterno.

Dopo, zeru tituli.

I milanisti?

Ultimo scudetto 5 anni faCollegamento esterno.

A seguire, a parte la SupercoppaCollegamento esterno italiana (sempre nel 2011), solo una sequenza di flopCollegamento esterno.

E gli juventini?

Gongolano ininterrottamente dal 2012: cinque scudetti di filaCollegamento esterno.

Impietosi i numeri, vero?

Valgono più di mille parole.

Ma qualche parola bisogna pur dirla.

Se non altro per ragionare, contestualizzare, capire.

Sì, soprattutto capire.

Perché – va ricordato – dieci anni fa la Juventus era finita in Serie BCollegamento esterno risucchiata da CalciopoliCollegamento esterno.

E oggi, all’antivigilia della stagione 2016-2017, dopo una campagna acquisti formidabileCollegamento esterno, appare talmente forte da spingere Fabio CapelloCollegamento esterno, un vecchio saggio del calcio mondiale, a dire: “Inutile giocare il campionatoCollegamento esterno“.

Boom!

Possibile?

Che cosa è successo nell’ultimo decennio per arrivare a un’affermazione così pesante?

Vediamo.

L’Inter è migrata, in maniera opaca, da una proprietà italiana (Massimo MorattiCollegamento esterno e famiglia) a una indonesiana (Erick ThohirCollegamento esterno e famiglia) a una cinese (il gruppo SuningCollegamento esterno).

Ha cambiato svariati dirigenti e, dal triplete in poi, la bellezza di 7 allenatoriCollegamento esterno, facendo campagne acquisti-vendite del tutto incomprensibili.

Tra mille turbolenzeCollegamento esterno, il futuro è un rebusCollegamento esterno.

Il Milan, nel frattempo, è rimasto saldamente in mano a Silvio BerlusconiCollegamento esterno.

Ma è passato, non senza traumi e, certamente, senza successo, da uno a due amministratori delegati (Barbara BerlusconiCollegamento esterno ha affiancato Adriano GallianiCollegamento esterno), trasformando la panchina in una botola capace di inghiottire ben 4 tecnici in appena 30 mesiCollegamento esterno; e il calciomercato in una fiera delle velleità.

Non basta.

Oggi vive pericolosamente in stallo per la trattativa infinitaCollegamento esterno con i misteriosi aspiranti compratori cinesi.

La Juventus, invece, sotto la guida di Andrea AgnelliCollegamento esterno (e famiglia) ha disegnato un’organizzazione societaria di altissimo livello; ha ingaggiato ottimi manager; ha costruito uno stadio e un museo; ha venduto e comprato campioni cum grano salisCollegamento esterno, migliorando anno dopo anno il parco giocatori.

Certo, c’è ancora sudditanza psicologica degli arbitri e di non pochi giornalisti nei confronti dei bianconeri.

Certo, è in corso a Torino una inquietante (e poco pubblicizzata) inchiesta della Procura che ipotizza il controllo della ‘ndrangheta sui fan club juventini nonchè legami obliqui con la societàCollegamento esterno (un capo tifoso, dopo esser stato interrogato, si è tolto la vita lanciandosi da un ponteCollegamento esterno).

Certo, i vertici della Vecchia signora non si preoccupano di apparire simpatici (anzi…)Collegamento esterno.

Resta il fatto che, ora, la Juventus dopo aver dimostrato di essere – di gran lunga e da un bel po’ – la squadra migliore d’Italia e la numero due in EuropaCollegamento esterno, ha gettato le basi per mettere le mani sulla coppa con le grandi orecchie, ossia vincere la Champions LeagueCollegamento esterno.

Le due milanesi, invece, navigano, più che mai, a vista.

E il meglio che possono augurarsi – pensate un po’ – è arrivare al secondo posto, visto che la Juve ha indebolito, prendendo Gonzalo HiguainCollegamento esterno, il NapoliCollegamento esterno, e, prendendo Miralem PjanicCollegamento esterno, la RomaCollegamento esterno.

Un triste mal comune, vero?

Già.

E non fa nemmeno mezzo gaudio…

P.S. La mia squadra del cuore è il GenoaCollegamento esterno. Ho sofferto per torti arbitrali indicibiliCollegamento esterno negli incontri con i gobbiCollegamento esterno. Ho gioito come un pazzo quando li abbiamo battuti. Così, per la precisione.

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