dipendenze giovanili Sballo da farmaci

Giovane stravolto durante una festa.
Keystone / Zoltan Balogh

L'abuso di sciroppi e altre sostanze è diventato un fenomeno inquietante tra i giovani, come testimonia l'approfondimento di Patti Chiari della RSI.

Benzodiazepine, codeina, prometazina, sono dei principi attivi, delle sostanze da usare in caso di bisogno e sotto prescrizione medica. Ma oggi a conoscere questi termini non sono solo i dottori o gli esperti, ma anche molti giovani, anzi giovanissimi.

Noi ne abbiamo conosciuti alcuni, dei ragazzi di 16, 19, 20 anni che per sconfiggere l’ansia, le preoccupazioni o forse solo la noia si sono buttati sui farmaci: S. racconta di avere abusato di queste sostanze in una serata di carnevale e di essersi sentito male, “era come se guardavo il mio corpo dall’esterno” ci confessa, F. dal canto suo li assumeva da sola la sera in camera per affrontare le fatiche scolastiche.

E poi ancora G. ragazzo sedicenne che con il business degli sciroppi della tosse ci campa. Li compra e li rivende a prezzo maggiore, insomma li spaccia.

Ma come è possibile? Perché questo bisogno di sfuggire alla realtà? E da dove vengono questi prodotti? Abbiamo provato a risalire la filiera di questi sciroppi, da noi non sono in vendita, arrivano direttamente dai Paesi Arabi, fino ai bicchieri di tanti, troppi adolescenti ticinesi. Noi ne abbiamo trovato traccia fuori dalle scuole, su Instagram e addirittura su siti internet che promettono di spedire tutta la merce che si desidera. Ma non stiamo sottovalutando questo fenomeno?

E quello che pensa Anna, e non ha problemi ad affermarlo. Lei l’abuso di farmaci l’ha vissuto direttamente sulla sua pelle, anzi su quella di suo figlio diciottenne. Assieme alla sua famiglia ci racconta il suo percorso, le sue paure, fino al triste epilogo di questa storia, perché per l’abuso di farmaci si può anche morire.

Nel servizio di Patti Chiari che segue gli interventi di Anna e John Marini genitori di Riccardo, morto per overdose di farmaci, Amos Miozzari il presidente della società svizzera di psichiatria sociale, sezione della Svizzera italiana e Paolo Lopa, commissario capo della sezione antidroga della Polizia cantonale

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