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Frontalieri, il governo ticinese evita lo scontro

Sui ristorni delle imposte 2017 dei frontalieri da versare all’Italia il Canton Ticino non farà nessuna prova di forza. Nessun blocco, nessun versamento vincolato come minacciato in un primo tempo. Si cerca dunque la via del dialogo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 giugno 2018 - 09:19
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Una decisione a maggioranza di non forzare la mano nella consapevolezza che oggi è più importante riuscire a negoziare concretamente con l’Italia. Il Governo, infatti, concorda che sia necessario stabilire con le Regioni Lombardia e Piemonte una "road map" delle priorità e delle opere transfrontaliere di interesse comune. 

Le singole regioni – a quanto pare – avrebbero già comunicato la loro disponibilità. L’urgenza di simili trattative verrà ribadita anche a Berna: visto il timore sempre più concreto che l’accordo sui frontalieri parafato ormai più di tre anni fa non verrà mai ratificato, il Governo ticinese chiederà al direttore del Dipartimento affari esteri, il ticinese Ignazio Cassis, di intervenire e sostenere il Cantone nel lungo e inevitabilmente logorante rapporto con l’Italia.

Reazioni dei giornali

La stampa ticinese non ha dato molto rilievo alla notizia. La Regione Ticino, quotidiano di Bellinzona, ne parla brevemente nelle pagine interne, senza nessun commento dando semplicemente la notizia. Il luganese Corriere del Ticino intitola il suo articolo "Sui ristorni non ci saranno strappi". Anche in questo caso ci si limita alla cronaca stretta senza nessun commento particolare.

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