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Pagare per le vittime italiane di Crans-Montana? A Berna l’idea non piace a tutti

due persone si stringono la mano
Una stretta di mano per cercare di riportare un po' di tranquillità nei rapporti tra Svizzera e Italia. Keystone-ATS

La Svizzera deve assumersi i costi sanitari per le vittime italiane del rogo di Crans-Montana? Mentre il Governo elvetico e Roma discutono di un accordo in tal senso, l’idea divide a Berna.

Durante i suoi incontri lunedì a Erevan con Giorgia Meloni e martedì a Roma con Sergio Mattarella, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha fatto presente che la Svizzera potrebbe accollarsi le spese di ospedalizzazione dei pazienti italiani dell’incendio del primo gennaio.

La norma europea sulla ripartizione delle spese sanitarie prevede infatti una deroga in tal senso.

“Il regolamento fino ad oggi è stato applicato per tutti i Paesi europei e non solo per l’Italia – ha dichiarato Parmelin -. È però prevista una possibilità di deroga, e noi vogliamo valutare quali saranno le conseguenze nel caso il Consiglio federale voglia utilizzarla. Conseguenze non solo dal punto di vista finanziario ma anche normativo. Faremo questa analisi”.

>>> Il servizio da Roma della RSI:

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Trovare “la soluzione migliore per le vittime”

Al termine dell’incontro di martedì con Sergio Mattarella, il presidente della Confederazione ha sottolineato che l’atmosfera dei colloqui è stata “aperta, costruttiva e positiva”.

Ribadendo quanto già espresso la vigilia con Giorgia Meloni, Parmelin ha affermato che la Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime, per evitare qualsiasi malinteso. Ha anche confermato che le autorità competenti dei due Paesi rimarranno in contatto. “Il nostro obiettivo è trovare la soluzione migliore per le vittime”.

“Da entrambe le parti, l’incendio ha suscitato molte emozioni, cosa che posso comprendere – ha proseguito Parmelin. Ma a livello di relazioni bilaterali, delle discussioni che abbiamo condotto a livello ministeriale, non ci sono state tensioni. Il nostro obiettivo è sempre stato molto chiaro: garantire che le famiglie colpite e i feriti non debbano sostenere alcuna spesa”.

Qualche opposizione in Parlamento

La questione delle spese ospedaliere potrebbe però avere strascichi anche nel Parlamento svizzero. L’idea che sia la Confederazione ad accollarsi questi costi, malgrado le norme in vigore, non fa infatti l’unanimità.

Intervistato dalla Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS, il consigliere nazionale del Partito liberale radicale (PLR, destra) Cyril Aellen si è detto costernato del fatto che il Governo sia pronto a cedere alle pressioni italiane.

>>> L’intervista a Cyril Aellen durante la trasmissione radiofonica Forum (in francese):

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A suo avviso, il problema deve essere trattato con il diritto ordinario, anche se una normativa europea prevede che i due Paesi possano concordare regole eccezionali.

“In casi come questo, gli italiani devono pagare per i propri cittadini e gli svizzeri per i loro. Questo mi sembra molto più sensato”, ha dichiarato Aellen, membro della Commissione della sanità del Consiglio nazionale. Tuttavia, “si sta cercando di far pagare alla Svizzera più di quanto l’Italia pagherebbe per noi”, sostiene, poiché le prestazioni tra i due Paesi non sono equivalenti.

Un’eccezione che diventerebbe la regola

Cyril Aellen teme che altri Paesi possano in futuro chiedere un regime d’eccezione quando vi trovano un vantaggio: “Ogni volta che ci sarà un problema, la Francia o altri Paesi diranno: c’è un precedente, avete pagato le fatture italiane. Ora pagate le nostre”.

Secondo lui, il Consiglio federale cerca di riscattare la propria immagine dopo il dramma. Ma, a suo avviso, la reputazione di un Paese non si costruisce facendo trattamenti di favore. “A causa dell’emozione suscitata dal dramma di Crans-Montana, esiste la volontà di trattare le cose in modo specifico. Tuttavia, le vittime [di tragedie] sono numerose nel nostro Paese. A loro dobbiamo un trattamento equo”, ha sottolineato il deputato federale ginevrino.

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