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Non c’è pace fra Italia e Svizzera sul tunnel del Gran San Bernardo

Una macchina entra in un tunnel.
Dal 1964 il traforo del Gran San Bernardo collega Svizzera e Italia. Keystone / Laurent Darbellay

Non si è ancora conclusa la controversia fra Italia e Svizzera sui costi della manutenzione straordinaria del tunnel del Gran San Bernardo, e non è stata risolta la spinosa questione del rinnovo della concessione per il suo sfruttamento. A partire da giugno, intanto, due cantieri in Val d’Aosta incideranno sul traffico della cruciale direttrice fra i due Paesi.

Da nord e sud della frontiera, in prima battuta arrivano rassicurazioni. Sarebbe scesa la pace fra Svizzera e Italia, sulla spinosa vicenda della manutenzione straordinaria del tunnel del Gran San Bernardo. L’oggetto del contendere era il contributo italiano: 26 milioni di euro che non arrivavano, nonostante infinite discussioni fra gli organi amministrativi e politici coinvolti nella partita. Il caso è complesso, perché il funzionamento della galleria dipende da un’arzigogolata costruzione societaria che vede associate entità pubbliche e parastatali dei due Paesi.

La partecipazione svizzera è rappresentata dalla Tunnel du Grand-St-Bernard SA (TGSB), quella italiana della Società Italiana Traforo Gran San Bernardo (SITRASB). Azionisti ne sono enti regionali, cantonali e comunali delle due nazioni. TGSB e SITRASB, poi, sono azioniste alla pari della Société Italo-Suisse d’Exploitation SA (SISEX) che gestisce il tunnel, manutenzione compresa. A questa già complicata costellazione si aggiunge la “Commissione mista italo-svizzera per il traforo del Gran San Bernardo”, nella quale siedono personalità tecniche e diplomatiche designate dai Governi svizzero e italiano.

Altri sviluppi

Prove tecniche di pacificazione

La controversia sul contributo italiano, di cui Tvsvizzera.it ha scritto nel 2023, si è risolta nell’ottobre 2024 con la firma di un Protocollo di accordo fra l’italiana SITRASB e la svizzera TGSB, sottoscritto quando quest’ultima aveva già iniziato a pagare per l’avvio dei lavori. Il nuovo presidente di SITRASB, Stefano Distilli, oggi spiega che i 26 milioni sono stati infine ricavati da “riserve finanziarie accantonate nel corso degli anni, senza dover fare ricorso a finanziamenti”. La parte essenziale dei lavori, descritti in dettaglio in questa paginaCollegamento esterno, si è conclusa nello scorso marzo, mentre resta da completare la parte elettromeccanica.

Un cantiere.
I lavori di manutenzione straordinaria sono quasi conclusi. SITRASB

La ristrutturazione ha interessato la soletta di ventilazione, ed era davvero urgente: nel 2017 nella porzione italiana del tunnel ne era crollata una parte, per un evento che solo grazie ad un fortunato caso non aveva mietuto vittime. E allora, tutto bene quel che finisce bene? Bisogna prendere atto che quando si tratta del tunnel del Gran San Bernardo, la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Non abbiamo ancora ricevuto un riscontro in merito alle proposte formulate.

Stefano Distilli, presidente SITRASB

Il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Pierre-Alain Eltschinger, conferma a Tvsvizzera.it che “la Società italiana ha pagato il dovuto”. Precisa, tuttavia, che: “sono rimaste differenze sugli interessi maturati prima della firma del protocollo e sugli importi corrisposti da TGSB per accelerare il cantiere”. Informazione confermata poi da Distilli, che fa riferimento a ulteriori 1,2 milioni di franchi per il cantiere, e 111’000 franchi di interessi sulle cifre anticipate dalla società svizzera mentre oltreconfine si stentava a trovare una soluzione per la quota dovuta dall’Italia. Il presidente di SITRASB precisa di aver inoltrato a TGSB una proposta di risoluzione del contenzioso, ma di non aver finora “ricevuto un riscontro”.  

Il nodo irrisolto del rinnovo della concessione

La mano tesa da parte italiana non ha però stemperato la tensione in Svizzera. “È una catastrofe. Se ne deve occupare la Confederazione”. Olivier Français, presidente dell’elvetica TGSB, non usa mezzi termini. La proposta di SITRASB? “È irricevibile. Non corrisponde ai calcoli che abbiamo fatto, e non abbiamo dubbi sulla loro correttezza”. Français lamenta, come già nel 2023, problemi di sostanza e di metodo. E sottolinea che rispetto ad allora, lungi dal risolversi la situazione sarebbe peggiorata. “Gli impegni presi durante le riunioni non vengono rispettati. Non era così con la precedente gestione da parte italiana. Questo ci costringe a essere molto formali e a respingere ogni compromesso”. Dico a Français che le prime risposte di SITRASB facevano piuttosto pensare che ai due lati del tunnel fosse scesa la pace. Reagisce con una risata amara, e dice: “Siamo stati troppo tolleranti. Basta”.

È una catastrofe. Se ne deve occupare la Confederazione.

Olivier Français, presidente TGSB

E non finisce qui. L’altro, davvero grave problema del tunnel del Gran San Bernardo riguarda il rinnovo della concessione per lo sfruttamento della galleria, che scade nel 2034. Il tunnel ha ormai 62 anni, lavori di manutenzione straordinaria dovranno essere effettuati nei prossimi anni. Senza una prospettiva di lungo corso, ergo il rinnovo della concessione, non è possibile programmare finanziamenti onerosi. Il Canton Vallese ha da tempo deciso di prolungarla fino al 2070, ricorda per il DFAE Pierre-Alain Eltschinger. Ma: “Da parte italiana serve una decisione della Commissione europea. Il dossier è fermo a Roma”, afferma.

Altri sviluppi

L’affare del rinnovo della concessione si trascina da anni, fra una girandola d’incontri fra i Governi dei due Paesi, interrogazioni parlamentari a Roma e Bruxelles, e un notevole caos procedurale. Il consigliere federale Albert Rösti, responsabile del Dipartimento dei trasporti svizzero (DATEC), a novembre 2025 è stato in visita ufficiale a RomaCollegamento esterno e ha incontrato il suo omologo italiano, Matteo Salvini.

L’ufficio stampa del DATEC dapprima dice a Tvsvizzera.it che Rösti non può rispondere a domande sulla saga del tunnel del Gran San Bernardo, perché l’infrastruttura non fa parte della rete stradale nazionale e pertanto non rientra nel suo ambito di competenza. Il DATEC finisce poi per confermare che nell’incontro con Salvini la questione è stata sollevata dal ministro svizzero. Non sarebbe, però, seguita “una vera e propria discussione sul tema”.

Stretta di mano fra Matteo Salvini e il consigliere federale Albert Rösti.
Roma, novembre 2025. Il ministro dei trasporti italiano Matteo Salvini e il suo omologo svizzero Albert Rösti. DATEC

Olivier Français, intanto, rivela che a giorni ci sarà a Berna un incontro con il Dipartimento federale degli affari esteri e con quello dei trasporti per affrontare i problemi del tunnel e della collaborazione con l’Italia. La palla, insomma, passa al Governo federale. Sulla scottante questione del rinnovo della concessione, il presidente di SITRASB ostenta, invece, ottimismo. Menziona recenti incontri con i ministeri competenti e spiega che la linea della società che dirige è che la faccenda “esulerebbe dall’applicazione delle disposizioni comunitarie” per una serie di ragioni tecniche, compreso il fatto che la Svizzera non fa parte dell’Unione Europea.

Due gallerie al centro di nuove polemiche

Per non farsi mancare niente, intanto, due cantieri in Val d’Aosta avranno un inevitabile impatto sull’asse viario che passando per il tunnel del Gran San Bernardo, unisce Svizzera e Italia. Le gallerie Côte de Sorreley e Signayes, che collegano la statale 27 del Gran San Bernardo all’autostrada italiana A5, saranno chiuse per un anno a partire dall’11 giugno. Il via libera al finanziamento è giunto da Roma in autunno, ma solo in aprile è stato reso pubblico che la chiusura delle gallerie sarà totale. La notizia ha provocato sconcerto nei Comuni circostanti.

Un'auto entra in una galleria.
La galleria Côte de Sorreley sarà chiusa dall’11 giugno. Serena Tinari / SWI swissinfo.ch

Ha alzato la voce, invano, l’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin, ente locale che associa gli undici Comuni della Valpelline e della Valle del Gran San Bernardo. Dice a Tvsvizzera.it il presidente dell’Unité, Gabriel Diémoz: “Ci rendiamo conto che i lavori siano necessari, ma siamo molto amareggiati per come è stata gestita la problematica e per essere stati avvisati solo all’ultimo momento”.

Siamo molto amareggiati per come è stata gestita la problematica.

Gabriel Diémoz, presidente Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin

L’Unité è preoccupata per chi abita e lavora nella regione, per il congestionamento di Aosta, sulla quale sarà deviato il traffico, e per le ricadute su turismo e ditte che trasportano merci, che: “costrette ad affrontare tempi di percorrenza maggiori, potrebbero rivedere le loro strategie logistiche e scegliere tratte alternative. Se così sarà, non vi sarà garanzia di recuperare gli attuali transiti una volta terminati i lavori”.

Il presidente di SITRASB snocciola una gragnuola di cifre su volumi di traffico e ipotesi sull’impatto dei cantieri, e suggerisce cautela, sottolineando che “sui dati analizzati nelle varie riunioni in ambito regionale sono state probabilmente fatte dele valutazioni non del tutto attendibili che hanno creato eccessivi allarmismi”. Anche il presidente di TGSB, come l’Unité, lamenta di aver ricevuto la notizia all’ultimo momento. E condivide la preoccupazione dei Comuni valdostani. Secondo le proiezioni, dice, la chiusura delle due gallerie comporterà per il tunnel del Gran San Bernardo la perdita di “fra il cinque e il 10% delle entrate”.

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