La televisione svizzera per l’Italia

Microterremoto artificiale in Ticino

schermo di computer e persona in una galleria
All'interno del BedrettoLab. Keystone / Ti-Press / Samuel Golay

Un gruppo di ricerca svizzero, italiano e tedesco ha innescato per la prima volta un terremoto artificiale nel massiccio del San Gottardo, aprendo nuove prospettive per la comprensione e la futura prevedibilità dei terremoti.

Un gruppo di ricerca svizzero, italiano e tedesco ha innescato per la prima volta un terremoto artificiale nel massiccio del San Gottardo, aprendo nuove prospettive per la comprensione e la futura prevedibilità dei terremoti.

L’esperimento si è svolto senza intoppi, ha comunicatoCollegamento esterno mercoledì l’Università di Aquisgrana, in Germania, che partecipa al progetto assieme al Politecnico di Zurigo e all’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano. 

Per diversi giorni, i ricercatori e le ricercatrici hanno iniettato acqua ad alta pressione in una zona di faglia situata nei pressi del BedrettoLab. Questo laboratorio sotterraneo in Val Bedrettosi trova a 1’500 metri di profondità in un tunnel dismesso ed è stato costruito negli anni Settanta come cunicolo di cantiere per la galleria ferroviaria del Furka.

>>> La RSI ha potuto seguire con le sue telecamere le prime fasi dell’esperimento:

Contenuto esterno

“Vedere” un terremoto da vicino

L’obiettivo era modificare in modo controllato la tensione tra le rocce e provocare così dei microsismi. L’esperimento ha avuto pieno successo. È stata registrata un’intera serie di piccole scosse. Questi terremoti di lievissima entità non sono stati percepiti in superficie.

Centinaia di sensori ipersensibili sono stati collocati in prossimità delle faglie, delle fratture nelle rocce lungo le quali possono verificarsi i terremoti. Questi dispositivi erano così reattivi da registrare anche il terremoto avvenuto il 20 aprile in Giappone, a oltre 10’000 chilometri di distanza

parete rocciosa con fili
I sensori ricoprono la parete rocciosa per registrare ogni movimento tellurico. Keystone / Urs Flueeler

Grazie a questo esperimento, il gruppo di ricerca ha potuto misurare un terremoto nel suo punto di origine e non più in superficie, come avviene di solito.

“Lo scopo – ha spiegato alla RSI il sismologo Domenico Giardini – è di andare sottoterra e vedere come funziona quando la terra decide di muoversi. Di solito impariamo qualcosa quando un grosso terremoto avviene e fa tantissimi danni, ma non siamo mai lì, in genere siamo sempre troppo lontani, da un’altra parte o comunque in superficie. Il terremoto si verifica invece in profondità”.

I segnali ottenuti sono “incredibili”, ha dichiarato Florian Amann dell’Università di Aquisgrana. Ora si dispone di dati unici sulla fisica dei terremoti.

Previsioni migliori

Questo progetto, avviato sette anni fa e denominato “FEAR”, acronimo inglese di Fault Activation and Earthquake Rupture (Attivazione di faglie e rottura sismica), mira a migliorare la prevedibilità dei terremoti. Gli scienziati e le scienziate vogliono comprendere meglio ciò che accade prima che si verifichi un sisma. Un grande terremoto è preceduto da migliaia di piccole scosse, la cui evoluzione contiene molte informazioni, ha osservato Amann.

Finora non è stato individuato alcun segnale precursore affidabile di un terremoto, nonostante decenni di ricerche. Poiché non si può aspettare che un terremoto avvenga nel posto giusto, lo si provoca direttamente, aveva spiegato prima dell’esperimento Stefan Wiemer del Politecnico di Zurigo all’agenzia Keystone-ATS.

entrata di una galleria
L’entrata del BedrettoLab sotto il Pizzo Rotondo. Keystone / Urs Flueeler

Nuove esperienze

Questi microsismi sono stati seguiti in diretta da tre team diversi. “Ci sono così tante persone coinvolte che eravamo estremamente tesi, e il successo è stato talmente straordinario che ora dobbiamo innanzitutto sederci”, ha detto Amann, citato nel comunicato.

Attualmente l’acqua iniettata ad alta pressione nella faglia sta defluendo dalla montagna. La fase attuale dell’esperimento si conclude qui. Nelle settimane e nei mesi a venire verranno condotti nuovi esperimenti. Sarà inoltre necessario analizzare le enormi quantità di dati raccolti.

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR