L’Italia, un mercato sempre più interessante per il trenino rosso del Bernina
Le Ferrovie Retiche guardano sempre più all’Italia, oggi uno dei loro mercati più strategici: quasi un viaggiatore su quattro arriva dal Bel Paese. Tra Bernina Express, turismo sostenibile e soggiorni più lunghi nei Grigioni, la sfida è trasformare una gita in treno in un’esperienza alpina completa.
Le immagini del Trenino Rosso del Bernina che attraversa il viadotto elicoidale di Brusio o raggiunge le quote del Passo del Bernina sono diventate, negli ultimi anni, uno dei simboli del turismo ferroviario europeo celebre in tutto il mondo. Un successo che non nasce soltanto dall’unicità di una linea dichiarata Patrimonio mondiale dell’UNESCO, ma anche dalla capacità delle Ferrovie Retiche di intercettare un pubblico sempre più ampio, proveniente soprattutto dall’Italia. Non a caso, da anni, il mercato italiano costituisce uno dei bacini di utenza più grandi.
La vicinanza geografica, la presenza del capolinea di Tirano e la crescente attenzione verso un turismo sostenibile ed esperienziale hanno trasformato il mercato italiano in uno degli interlocutori più importanti per la compagnia ferroviaria del Canton Grigioni. Una centralità costruita nel tempo attraverso investimenti, promozione e una strategia mirata, che oggi guarda non solo all’aumento del numero dei passeggeri, ma anche alla qualità dell’esperienza offerta e alla destagionalizzazione dei flussi.
Vicinanza geografica, ma non solo
Matteo Zala, responsabile per il mercato italiano della Ferrovia Retica, sottolinea che l’Italia rappresenta oggi uno dei mercati esteri più importanti per compagnia: “La vicinanza geografica, la forte notorietà del Bernina Express e l’interesse crescente verso il turismo ferroviario e sostenibile hanno consolidato negli anni un rapporto estremamente solido. Per noi l’Italia non è soltanto un mercato di prossimità, ma un partner strategico con il quale sviluppiamo progetti, attività promozionali e nuove opportunità turistiche.”
Se in passato, il Trenino Rosso del Bernina era conosciuto soprattutto dagli appassionati di montagna e dagli escursionisti, nelle ultime due decadi ha assunto l’immagine di meta turistica di richiamo internazionale. In questo processo di cambiamento, il pubblico italiano ha giocato un ruolo determinante.
Chiaramente, la Lombardia rappresenta un bacino naturale di utenza, grazie alla sua vicinanza e alla facilità con cui è possibile raggiungere Tirano in treno o in automobile. Senza contare, le migliaia di visitatori provenienti dalle altre regioni italiane che scelgono la Valtellina come punto di partenza per vivere una delle esperienze ferroviarie panoramiche più celebri al mondo.
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Altri sviluppi
Calma e sangue freddo sulla linea del Bernina
Quasi un viaggiatore su quattro
Il Bel Paese non è quindi non soltanto un mercato in continua crescita, ma un consolidato partner turistico strategico, capace di alimentare flussi di viaggiatori durante tutto l’anno e non solo nei mesi estivi.
“Sebbene una quantificazione esatta sia complessa, stimiamo che nell’ultimo anno circa 400’000 ospiti italiani abbiamo viaggiato nella nostra rete, su un totale di circa 1,75 milioni di viaggiatori: quasi un quarto del totale”, rileva Zala.
Un dato che conferma il ruolo centrale del mercato italiano e l’interesse crescente verso le esperienze ferroviarie e turistiche offerte nei Grigioni.
Dopo il Covid, il trend è stato positivo e i volumi hanno superato i livelli pre-pandemia.
“Per i prossimi anni prevediamo una crescita più contenuta e una progressiva stabilizzazione, anche a causa delle incertezze geopolitiche ed economiche”, aggiunge.
I numeri consentono infatti di comprendere come il peso della clientela italiana non sia episodico, ma rappresenti una componente strutturale della domanda.
Obiettivo: incentivare permanenze più lunghe
Nel corso degli ultimi anni è cambiato il modo in cui gli italiani fruiscono della Ferrovia Retica.
Se da una parte le tradizionali escursioni giornaliere sul Bernina Express o sui treni regionali continuano a essere gettonatissime, dall’altra, cresce il numero di viaggiatori che scelgono di trascorrere più giorni nei Grigioni, combinando il viaggio ferroviario con attività di escursionismo, enogastronomia e benessere.
“Il cliente italiano sta imparando gradualmente a vivere il territorio con tempi diversi. Se in passato prevaleva l’escursione in giornata, oggi vediamo sempre più italiani interessati a fermarsi, scoprire cosa offre ogni località lungo la linea e trasformare il viaggio in un’esperienza più ampia”, spiega Matteo Zala. È proprio per questo, aggiunge, che la Ferrovia Retica sta investendo nella valorizzazione di tutto il territorio, dalla Valposchiavo all’Engadina, e non soltanto del viaggio in treno.
L’attenzione si concentra non soltanto sul viaggio panoramico, ma sull’intera aerea attraversata dalla rete ferroviaria, incentivando una permanenza più lunga e una distribuzione dei visitatori anche nelle località fino ad oggi meno conosciute.
“Uno dei nostri obiettivi è trasformare quella che spesso nasce come un’escursione sul Bernina Express in una scoperta più ampia del Cantone dei Grigioni. Luoghi come Poschiavo, Bergün, Filisur, Davos, Coira o la Bassa Engadina offrono esperienze autentiche che meritano di essere vissute con più tempo e che permettono di distribuire meglio i flussi turistici sul territorio”, rileva il responsabile delle Ferrovie Retiche.
Campagne mirate
Il crescente interesse del mercato italiano non è frutto del caso.
Negli anni le Ferrovie Retiche hanno sviluppato una presenza sempre più intensa in Italia, attraverso campagne pubblicitarie dedicate, collaborazioni con operatori turistici, rapporti con agenzie di viaggio, partecipazione alle principali fiere del turismo e una comunicazione digitale pensata espressamente per il pubblico italiano.
Particolare attenzione viene riservata anche ai media, ai personaggi noti e alle collaborazioni istituzionali con i territori di confine, consapevoli che la promozione del Bernina non riguarda soltanto la Svizzera ma coinvolge direttamente anche la Valtellina e la Lombardia stessa.
Per Zala, uno degli obiettivi principali è mantenere alta la notorietà e la reputazione del brand, ampliando al contempo la conoscenza di prodotti e destinazioni che vanno oltre il Bernina Express.
“Vogliamo far conoscere al pubblico italiano anche altre proposte”, spiega. Tra queste, un ruolo di primo piano spetta al Landwasserwelt, il Mondo della Landwasser: un insieme di esperienze ferroviarie e naturalistiche attorno al celebre Viadotto Landwasser, lungo la tratta UNESCO dell’Albula, su cui la Ferrovia Retica punta particolarmente per il mercato italiano nei prossimi anni.
Collaborazione transfrontaliera
In questa strategia un ruolo fondamentale è svolto da Tirano, rappresentando una vera e propria porta d’ingresso nella Svizzera ferroviaria.
La cittadina valtellinese non rappresenta semplicemente il punto di partenza della linea UNESCO, ma costituisce il principale collegamento tra il sistema ferroviario italiano e quello retico.
Ogni giorno migliaia di viaggiatori arrivano con i servizi regionali italiani per proseguire verso St. Moritz e le altre destinazioni del Canton Grigioni.
L’integrazione e i facili collegamenti tra i diversi sistemi di trasporto rendono il viaggio particolarmente semplice e rappresentano uno dei principali punti di forza dell’offerta turistica.
Secondo Matteo Zala, Tirano rappresenta più di un capolinea ferroviario: “È il punto di incontro tra due Paesi, due culture e due sistemi di trasporto che dialogano quotidianamente” sottolinea, “la collaborazione transfrontaliera è fondamentale perché permette di offrire ai viaggiatori un’esperienza semplice, accessibile e integrata fin dal momento della partenza.”
Valorizzare l’intera rete
Proprio il miglioramento dell’intermodalità costituisce uno degli obiettivi strategici prefissati per i prossimi anni.
Sebbene il Bernina Express resti il prodotto più conosciuto, le Ferrovie Retiche puntano a valorizzare l’intera rete ferroviaria.
L’obiettivo è invitare i visitatori italiani a scoprire anche la linea dell’Albula, la regione di Davos, la valle dell’Engadina, il Glacier Express e altri itinerari meno conosciuti ma altrettanto spettacolari.
Questo permette di distribuire meglio i flussi turistici e di offrire esperienze differenti durante tutto l’anno, e non solo durante le stagioni di maggiore attrattività.
“Il Bernina Express e il Glacier Express restano i nostri prodotti più conosciuti a livello internazionale, ma il futuro passa anche dalla valorizzazione dell’intera rete. In particolare vogliamo far scoprire ai visitatori italiani la linea UNESCO dell’Albula, che collega St. Moritz a Coira, la più antica città della Svizzera, e tante altre destinazioni che permettono di vivere i Grigioni durante tutto l’anno.”
Distribuire meglio i flussi
Un’altra sfida riguarda la distribuzione dei flussi turistici.
Le Ferrovie Retiche lavorano per rendere attrattivi anche i mesi primaverili e autunnali, riducendo la concentrazione delle presenze nei periodi di maggiore affluenza.
In questo contesto il treno rappresenta anche uno strumento concreto di mobilità sostenibile, tema sempre più rilevante nelle scelte dei viaggiatori europei.
La possibilità di raggiungere le Alpi senza utilizzare l’automobile risponde infatti a una crescente sensibilità ambientale e contribuisce a ridurre l’impatto del turismo sulle aree montane.
“La sostenibilità non è una tendenza del momento, ma un elemento che fa parte del DNA della Ferrovia Retica da oltre cent’anni. Il treno rappresenta una soluzione concreta per ridurre l’impatto ambientale della mobilità turistica nelle regioni alpine.”
Per Matteo Zala, la sfida prevista nei prossimi anni sarà continuare a costruire un turismo di qualità durante tutto l’anno, “capace di creare valore sia per gli ospiti sia per le comunità locali”.
L’obiettivo non è tanto aumentare i volumi, quanto a favorire soggiorni più lunghi, una migliore distribuzione dei visitatori e la scoperta dell’intero territorio grigionese. In modo da r afforzare ulteriormente un rapporto stabile con il pubblico italiano, offrendo un’esperienza di viaggio che unisca paesaggio, tradizione, mobilità sostenibile e valorizzazione del territorio alpino.
Se il Bernina Express continua a essere il simbolo delle Ferrovie Retiche nel mondo, è anche grazie agli italiani, che negli ultimi anni hanno contribuito in maniera significativa alla crescita di un turismo ferroviario capace di coniugare fascino, efficienza e rispetto per l’ambiente. Saranno poi i dati del futuro a misurare il peso effettivo di questo mercato, ma una cosa appare già evidente: oggi l’Italia non è soltanto un Paese confinante, bensì uno degli interlocutori più importanti per il futuro delle Ferrovie Retiche.
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