Libreria Hoepli: crisi e futuro incerto per un simbolo svizzero di Milano
A Milano, per qualcuno che cerca un libro, un detto recita “se non lo trovi alla Hoepli non esiste”. Ora il problema è che la stessa libreria Hoepli potrebbe non esistere più. La notizia ha cominciato a rimbalzare sui giornali italiani nei giorni scorsi suscitando stupore e sorpresa nel tessuto sociale e intellettuale della città.
La sua unica e spaziosa sede di via Hoepli a Milano, situata nel cuore della città, accoglie oltre 100’000 libri e riviste italiani e internazionali, distribuiti su cinque piani ed esposti su oltre due chilometri di scaffali.
Libreria e casa editrice sin dagli albori – dal primo titolo del 1871 Primi elementi di lingua francese ai primi manuali come il Manuale dell’ingegnere civile e industriale del 1877, la cui versione aggiornata è tutt’ora in catalogo – fino ai titoli di oggi, la Hoepli è sempre stata un punto di riferimento di studenti, insegnanti, studiosi, bibliofili e lettori occasionali.
Un rapporto con la città che non si è mai interrotto nemmeno negli anni bui della Seconda guerra mondiale quando la sede di via Berchet, nella quale si era trasferita dal primo storico indirizzo di Galleria de Cristoforis negli anni Trenta, fu bombardata. Una casa editrice che vanta in catalogo decine di migliaia di titoli e che è un punto di riferimento per manuali tecnici e pratici e ricettari caratterizzati da un linguaggio chiaro ma autorevole, codici giuridici, dizionari e grammatiche, testi universitari, saggi di ingegneria, arte e fotografia.
Una libreria con oltre 150 anni di storia
La notizia della chiusura della Hoepli è giunta come un fulmine a ciel sereno e sta destando stupore e inquietudine nelle istituzioni e nella società. Solo qualche anno fa, nel 2020, la Hoepli aveva festeggiato i suoi 150 anni di storia tutta milanese con una lectio magistralis di Marcus Chown al Planetario, museo che il fondatore della libreria Ulrico Hoepli aveva voluto regalare alla città nel 1930 e ancor oggi luogo frequentatissimo da studiosi e scolaresche che vogliono conoscere l’affascinante mondo dello spazio.
>>> L’intervista a Matteo Ulrico Hoepli in occasione dei 150 anni della libreria:
Altri sviluppi
“La carta esisterà sempre”
“Hoepli non è solo una libreria, è un luogo dove si è sempre prodotto del pensiero, un fondamento della città; una parte storica di Milano oltre che una delle mie due librerie preferite che si caratterizza, tra le altre cose, per la competenza dei suoi commessi”, – spiega a tvsvizzera.it lo scrittore e intellettuale milanese Luca Doninelli – per cui la chiusura della libreria Hoepli sarebbe un colpo orrendo per Milano. “È – continua – come se eliminassero la Scala o il Piccolo Teatro. È il segno di una città la cui classe dirigente storica, la grande borghesia illuminata, ha abdicato al suo ruolo di guida morale”.
“È come se eliminassero la Scala o il Piccolo Teatro”
Luca Doninelli, scrittore
Entrare alla Hoepli è un’immersione nei libri. Le vetrine alte e larghe raccontano, con i suoi volumi esposti, la storia di Milano. Accanto al libro appena uscito intitolato “Bella Milano” che ritrae la città con le viste più belle, il mitico dizionario Milanese-Italiano di Cletto Arrighi: un sempreverde la cui prima edizione marchiata Hoepli e già premiata allora, risale al 1896. L’odore puro della carta e il candore delle pagine si scontrano con gli occhi preoccupati dei dipendenti riuniti in un capannello improvvisato vicino alla cassa per confrontarsi sulle ultime vicende societarie all’indomani dell’incontro sindacale del 18 febbraio. In bilico ci sono 89 lavoratori e altrettante famiglie che hanno ricevuto un avviso di cassa integrazione che, secondo quanto scrive il quotidiano milanese Il Giorno, dovrebbe durare 13 settimane.
>>> Uno sguardo in immagini ai 150 anni della Libreria Hoepli:
Le origini della crisi
La crisi della storica libreria milanese, diventata una istituzione simbolo dell’integrazione della comunità svizzera a Milano, è cominciata qualche tempo fa e trova origine anche nella composizione del pacchetto azionario che per il 75% è in mano ai tre fratelli Hoepli – Matteo Ulrico, Barbara e Giovanni, Presidente, vicepresidente e direttore esecutivo che rappresentano la quinta generazione degli Hoepli- e per il 25% in possesso dei Nava, i loro cugini.
Proprio nelle divisioni interne alle due famiglie di azionisti e nelle scelte imprenditoriali sarebbe da ricercare la causa della situazione attuale: le trattative di cessione della libreria avviate dagli Hoepli avrebbero incontrato l’opposizione dei Nava. E a nulla sarebbero valse le offerte milionarie a due cifre formulate da alcuni colossi dell’editoria italiana per rilevare la libreria e tutto il pacchetto azionario. E intanto l’ultimo bilancio fotografa perdite per circa un milione di euro.
“Penso che una città con una forte cultura e con una forte base universitaria, debba avere delle librerie iconiche come ce ne sono nelle grandi città globali. Luoghi dove le persone si trovano a proprio agio magari pensate in modo moderno con caffetteria, poltrone, per favorire una semplice interazione perchè l’intercultura è un elemento centrale delle città globali” – racconta a tvsvizzera.it Francesco Billari, milanese e rettore dell’università Luigi Bocconi. “La Hoepli è una di queste ed è cresciuta con la città anche in quanto libreria internazionale: quando si voleva cercare un libro da tutto il mondo si andava alla libreria Hoepli, un punto di riferimento in una posizione molto centrale nella città. Milano ha bisogno di molti luoghi di incontro, luoghi dove tra l’altro, così come nella libreria Hoepli, si possono trovare anche libri in inglese perché abbiamo bisogno di luoghi bilingue”.
La partita si deciderà nella prossima assemblea straordinaria degli azionisti in programma il 25 febbraio. Se la libreria Hoepli andrà verso la liquidazione volontaria, un pezzo importante della storia e della cultura di Milano potrebbe essere cancellato per sempre.
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