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Insubria, cerniera tra Europa centrale e Mediterraneo

persone in cima a una montagna
Escursionisti sulla vetta del Monte Generoso, una delle cime simbolo della regione insubrica. Il cippo di pietra delimita il confine tra Italia e Svizzera. Ti-Press

Un libro racconta la storia e la geopolitica di una regione divisa tra Italia e Svizzera, ma unita da radici comuni e da intensi legami economici e culturali, che ne fanno un ponte strategico nel cuore del Vecchio continente.

Si intitola Le montagne che uniscono. Storia, identità e geopolitica dell’Insubria tra Italia e Svizzera il nuovo libro di Luca Steinmann, giornalista e analista politico con cittadinanza italiana e svizzera. Il volume, presentato in anteprima il 12 ottobre al Centro Svizzero di Milano, è pubblicato dalla Fondazione Natale Ferrario di Parabiago che promuove la cultura, la formazione e la valorizzazione del territorio e dei giovani, anche attraverso la pubblicazione di testi di approfondimento raccolti nella collana Quaderni della Fondazione, di cui il libro di Steinmann rappresenta l’uscita più recente.

copertina libro
tvsvizzera.it

Una continuità che dura da secoli

Al centro del volume vi sono le valli alpine e i grandi laghi prealpini, dal Verbano al Ceresio e al Lario, tra Italia e Svizzera che, nel loro insieme, compongono una regione storica nota come Insubria. Pur non disponendo oggi di un riconoscimento istituzionale unitario e restando divisa tra due Stati, l’Insubria – si legge nel volume – è abitata da comunità storicamente interconnesse, accomunate da legami linguistici, religiosi e culturali.

Questa continuità ha favorito, nel corso dei secoli, scambi e commerci, contribuendo a fare dell’area un punto strategico per il transito di persone e merci nel cuore dell’Europa. I valichi alpini e le infrastrutture di collegamento tra la Svizzera, l’Italia settentrionale e il Mediterraneo ne rafforzano infatti il ruolo di cerniera tra importanti aree economiche del continente. Una posizione che, secondo l’autore, rende strategico il rapporto politico tra Italia e Svizzera per gli equilibri dell’intera Europa.

Al di là dei cliché

“Nonostante Svizzera e Italia siano Paesi confinanti, molti italiani conoscono la Svizzera solo attraverso gli stereotipi e non di rado accade lo stesso in senso inverso. La conoscenza della Svizzera rimane spesso limitata o superficiale. Il libro si propone proprio di colmare questa lacuna”, racconta Luca Steinmann a tvsvizzera.it.

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L’autore del libro, il giornalista Luca Steinmann. tvsvizzera

“L’obiettivo, prosegue l’autore, è diffondere maggiore consapevolezza, analizzando il percorso storico e politico della regione insubrica (di cui spesso non si comprende l’importanza strategica che la regione riveste oggi per entrambi i Paesi) evidenziando gli elementi comuni che caratterizzano i territori situati sui due lati delle Alpi e comprendendo come questi elementi si siano trasformati nel tempo, contribuendo a costruire una relazione stabile tra Italia e Svizzera. Ma questo libro vuole essere anche un modo per far conoscere meglio la Svizzera in Italia e, più in generale, per sensibilizzare sull’importanza strategica della regione insubrica per tutta l’Europa”.

Un territorio, quello insubre, diviso tra due Stati che, nel corso dei secoli, hanno seguito percorsi politici differenti: l’Italia è entrata nella NATO e nell’Unione Europea, mentre la Svizzera ha posto la neutralità al centro della propria politica estera, pur mantenendo stretti legami con l’Occidente. Eppure, come sottolinea l’autore, “sono territori fortemente integrati dal punto di vista economico, ma anche culturale, linguistico e dialettale. Dimostrano come, pur appartenendo a sistemi diversi, sia possibile una profonda compenetrazione fondata su una storia comune, secolare e millenaria”.

Gran parte del volume è dedicata alla ricostruzione storica dell’Insubria: dalle prime presenze umane alla conquista romana, passando per il ruolo del Ducato di Milano, i conflitti militari e le questioni religiose, fino al Novecento, alle due guerre mondiali e ai giorni nostri. L’analisi si sofferma anche sull’economia e sull’attualità, per poi approfondire la dimensione geopolitica della regione e il suo ruolo cruciale tra Svizzera e Italia. Un’attenzione particolare è riservata alla Confederazione elvetica, la cui storia e struttura politica sono, secondo l’autore, fondamentali per comprendere la rilevanza geopolitica dell’Insubria.

“Uno dei segreti della Svizzera, che contribuisce a rendere l’Insubria così strategica su entrambi i lati del confine, è il fatto che la Confederazione sia una Willensnation, cioè una nazione fondata sulla volontà: popoli diversi per lingua e cultura — germanofoni, francofoni e italofoni — scelgono di vivere insieme e di individuare un minimo comune denominatore che li tenga uniti. Invece di diventare province di confine dei Paesi egemoni nelle rispettive aree linguistiche, si uniscono sul piano politico senza rinunciare alle proprie lingue, alle proprie culture e ai legami che queste generano con i Paesi confinanti”.

A questo proposito, Steinmann richiama il pensiero dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt, secondo cui gli svizzeri “non vivono insieme, vivono gli uni accanto agli altri”. Un paradosso che aiuta a comprendere come l’unità della Confederazione non si fondi sull’omogeneità linguistica o culturale, bensì su un patto politico e sociale consolidatosi nel corso di oltre sette secoli.

Un territorio fondamentale nelle dinamiche continentali

Nell’analisi di Steinmann trovano spazio anche le vicende che hanno portato alla realizzazione di importanti infrastrutture di collegamento, come quelle del San Gottardo e del Monte Ceneri. Opere che superano la dimensione regionale per inserirsi in una rete europea attraverso cui si connettono i principali poli economici dell’intero continente.

“Nel contesto europeo attuale, caratterizzato dalla competizione tra le grandi potenze, dalla crescente importanza delle infrastrutture strategiche e dalla necessità di garantire reti economiche resilienti, il ruolo della regione insubrica è destinato a rafforzarsi. La sua posizione tra il cuore industriale europeo e il Mediterraneo, unita alla stabilità del sistema svizzero e alla vicinanza con l’Italia settentrionale, rende questo territorio un nodo fondamentale delle dinamiche continentali”, conclude l’autore.

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