Il mondo della ricerca italiana in Svizzera riunito a Ginevra
Ricercatrici e ricercatori italiani attivi in Svizzera si sono incontrati martedì a Ginevra in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo. Al centro dell’iniziativa, il ruolo della cooperazione scientifica italo‑svizzera e le sfide future nelle scienze della salute.
Ginevra è stata teatro martedì della nona edizione della Giornata della ricerca italiana nel mondo (GRIM), appuntamento che valorizza il contributo della comunità scientifica italiana all’estero e il dialogo con i Paesi ospitanti. L’incontro ha riunito circa 60 ricercatrici e ricercatori italiani attivi in Svizzera, provenienti da università, ospedali, istituti di ricerca e dal settore privato.
La GRIM si svolge ogni anno attorno al 22 aprile, anniversario della nascita di Rita Levi‑Montalcini, premio Nobel per la medicina, e intende sottolineare il ruolo della ricerca come ponte tra l’Italia e il resto del mondo. A Ginevra, il focus è stato posto sulle scienze della vita e sulle opportunità di collaborazione tra i sistemi scientifici e sanitari italiano e svizzero.
L’iniziativa si è svolta quest’anno presso il sito della Bracco a Plan‑les‑Ouates, nel cantone di Ginevra, dove il gruppo italiano attivo nel settore della diagnostica per immagini e delle scienze della vita ha un centro di ricerca da 40 anni e uno dei suoi più importanti stabilimenti produttivi.
Nel suo intervento di apertura, la console generale d’Italia a Ginevra Nicoletta Piccirillo ha evidenziato come la presenza di una numerosa e qualificata comunità di scienziati italiani contribuisca in modo significativo all’ecosistema di ricerca svizzero e ha rilevato come “la formazione ricevuta in Italia continua a rappresentare un solido punto di partenza per percorsi di successo anche a livello internazionale”.
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Durante l’evento sono stati presentati esempi di ricerca applicata in ambito medico, con particolare attenzione al trasferimento dei risultati scientifici alla pratica clinica e alla presa in carico dei pazienti. È emersa in particolare l’importanza di reti transnazionali stabili, che permettano di confrontarsi e di affrontare sfide complesse nell’ambito delle scienze della vita.
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