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Il mistero del prezzo esagerato dei giornali italiani in Svizzera

Giornali italiani in un'edicola a Bellinzona, in canton Ticino.
Bellinzona, qui i giornali italiani costano meno che Oltregottardo. Pablo Gianinazzi / Keystone

L’italofonia svizzera, che sia oriunda o immigrata, resta affezionata a periodici e quotidiani stampati in Italia. Un’abitudine e una passione che incidono sul portafogli.

C’è chi non rinuncia a La settimana enigmistica, chi ama sfogliare L’Espresso e chi non riesce a separarsi dai periodici di pettegolezzo e affari delle famiglie reali come Oggi, Gente e Chi. C’è chi adora Le Canard enchaîné, e chi senza leggere The Economist si sente meno informato. Complice la relativamente magra offerta di produzioni cartacee pubblicate nella Confederazione, e grazie al diffuso multilinguismo, molte persone in Svizzera acquistano media di ogni tipo che arrivano da altri Paesi del continente. Nonostante i prezzi decisamente rilevanti.

La differenza fra il costo di una testata in un’edicola italiana e in un chiosco svizzero è infatti sconcertante. Per fare un esempio, per una copia di Internazionale a Milano si pagano 4,5 euro, che al cambio attuale sono 4,12 franchi. A Berna però costa 10,30 franchi, 11 a Lugano. A cosa si deve cotanto aumento? La materia è complessa, perché si tratta di un settore affetto da cronica mancanza di trasparenza.

Caccia ai numeri

7Days è il grossista che distribuisce in Svizzera (e in Liechtenstein) periodici e quotidiani internazionali. L’azienda tedesca è di casa a Francoforte sul Meno e a partire dal 2014, grazie a progressive acquisizioni, ha conquistato il mercato svizzero.

Nel suo portafoglio ci sono oltre 6’900 testate, pubblicate da circa 340 case editrici. L’ufficio stampa scrive a tvsvizzera.it che i costi sono fissati dalle case editrici che pubblicano i titoli. In altre parole, la tariffa che troviamo in un’edicola a Zurigo, a Ginevra o a Bellinzona viene fissata in Italia, in Francia, in Germania.

7Days non brilla per trasparenza. L’addetto alla comunicazione sceglie di non rispondere alle domande sulla composizione del prezzo. Avevamo anche chiesto se poteva fornirci una lista delle pubblicazioni, con i rispettivi prezzi applicati in Italia e in Svizzera, ma ha omesso anche questa risposta. Un gentile sollecito è caduto nel nulla.

Il sito dell’azienda sostiene cheCollegamento esterno, poiché il prezzo di vendita in Svizzera è stabilito dalla casa editrice straniera, “le riviste e i giornali sono venduti allo stesso prezzo in tutta la Svizzera, il che è equo e ragionevole in un’ottica democratica”. Non è vero: lo stesso periodico ha prezzi diversi nella Svizzera francese, italiana e tedesca. Ma anche su questo punto, 7Days ha preferito non pronunciarsi.

La borsa della spesa

Siamo allora andati in un’edicola di Berna e in una di Lugano per acquistare giornali pubblicati in Italia, in Francia e in Germania. La differenza di prezzo fra la Confederazione e gli altri Paesi è impressionante: una testata costa in Svizzera anche il triplo rispetto alla nazione in cui è stata pubblicata. E le differenze fra le regioni linguistiche sono evidenti. In particolare, la maggior parte dei giornali italiani costa un po’ meno a sud delle Alpi che nei cantoni francofoni e germanofoni.

La questione è annosa, le associazioni svizzere per i diritti di consumatori e consumatrici se ne sono occupate nel 2019 con un progetto nazionale che ha incluso la raccolta dei prezzi al dettaglio di 19 periodici stranieriCollegamento esterno in vendita in Svizzera. Risultato: differenze vertiginose, e inspiegabili. L’ACSI ha confermato a tvsvizzera.it che da allora non sono state fatte ulteriori rilevazioni sistematiche.

Tavolo all'aperto in un bar, una persona legge un quotidiano.
Cappuccino e giornale in Svizzera costano cari. Keystone

Il socialista Didier Berberat è stato per una vita di casa alle Camere federali. Eletto al Consiglio nazionale nel 1995, nel 2009 è passato al Consiglio degli Stati dove è rimasto fino al 2019. Negli anni, ha presentato tre interpellanzeCollegamento esterno in Parlamento sul tema del costo dei giornali stranieri in Svizzera. A tvsvizzera.it dice che la stortura è “frutto della chiara volontà degli editori di altri Paesi di ottenere il massimo profitto da un mercato di nicchia che consente loro di ottenere margini di guadagno importanti”.

Mancanza di trasparenza

Berberat ha indagato sulla composizione del prezzo, arrivando alla conclusione che i costi del trasporto fra le frontiere non giustificano le differenze. “Pensiamo all’esempio di un editore parigino. Dalla capitale francese a Ginevra ci sono solo 350 chilometri di distanza, ma appena un periodico passa la frontiera con la Svizzera, costa il doppio o il triplo. Ma se lo stesso giornale è spedito in Corsica, sull’isola costa quanto a Parigi”.

L’ex parlamentare ha notato che la differenza è particolarmente evidente sul prezzo dei giornali italiani. Il nostro test nei chioschi svizzeri lo conferma. Prendiamo due esempi da Francia e Germania. Il settimanale Der Spiegel costa 6,90 euro a Berlino, 8,50 franchi a Berna. Il quotidiano Le Monde in Francia costa 3,80 euro, in Svizzera tedesca 4,90 franchi. Tutt’altra musica con le testate italiane. La Gazzetta dello sport costa in Italia un euro e 50 centesimi, in Ticino 3,50 franchi e in Svizzera tedesca, quattro. L’Espresso costa 4 euro in un’edicola italiana, ma arriva a 7,90 franchi in Ticino e a 8,50 in Svizzera tedesca. Non si salvano i cosiddetti femminili, per una copia di Donna moderna in Italia bisogna sborsare 2 euro, 5,90 franchi a Lugano e 6,20 a Berna. GrandHotel: 2 euro in Italia, 6,10 franchi in Ticino e 6,60 franchi Oltregottardo.

Un'edicola in una strada di Roma.
Sole, edicola e giornali in una strada di Roma. Akg-Images / Pansegrau

Didier Berberat sottolinea che queste tariffe non tengono mai conto delle oscillazioni del cambio fra le due valute, e ritiene ci sia “un accordo che non è alla luce del sole fra la distribuzione svizzera e gli editori all’estero. C’è lo stesso problema con i libri, dove però la differenza di prezzo si ferma a circa il 40%”.

Libero mercato?

La questione si inserisce nell’annoso tema degli eccessivi prezzi all’importazione, e negli anni se ne sono occupati – invano – la Commissione della concorrenza (COMCO) e il Sorvegliante dei prezzi. A Palazzo federale, poi, Berberat ha tentato a più riprese di coinvolgere il Governo. Risultato? Nessuno. “Il Consiglio federale nelle sue risposte ha menzionato costi logistici più elevati, ma questo è solo in parte vero”.

“Nel nostro Paese, la politica si fonda sul principio del libero mercato, ergo di non disturbare l’economia. Per questo da noi la protezione di consumatori e consumatrici è sottosviluppata”.

Didier Berberat, ex parlamentare svizzero

E allora, quale sarebbe il problema? Berberat non ha peli sulla lingua: “Nel nostro Paese, la politica si fonda sul principio del libero mercato, ergo di non disturbare l’economia. Per questo da noi la protezione di consumatori e consumatrici è sottosviluppata. Siamo la patria del non intervenzionismo in economia, il Governo è persuaso che bisogna lasciare che offerta e domanda regolino il mercato. Con i giornali stranieri non funziona, e il risultato è sotto i nostri occhi”.

Crisi dell’editoria

La versione cartacea di giornali e periodici attraversa una profonda crisi in tutto il mondo. I dati sono impressionanti, a seconda dei Paesi l’ultimo ventennio ha visto le vendite diminuire dal 40 al 75%. 7Days conferma che il fenomeno non risparmia il mercato dei giornali stranieri in Svizzera: “Gli effetti dell’avanzamento della digitalizzazione li registriamo in tutte le regioni linguistiche”. Anche sull’offerta online, comunque, gli editori stranieri si prendono cura dell’isola dei prezzi alti elvetica, attraverso meccanismi di geoblocking che identificano il Paese da cui una persona si connette.

Persino La Settimana Enigmistica, con i suoi cruciverba che per tradizione prevedono l’uso di carta e penna, si è buttata sul digitale. La rivista ha di recente compiuto 90 anni e nonostante la sempre crescente concorrenza di testate simili, mantiene una solida posizione sul mercato grazie a un lettorato affezionato.

Un numero de La Settimana Enigmistica.
Un grande classico che appassiona da generazioni. Dreamstime.com

Tvsvizzera.it ha chiesto all’ufficio stampa del settimanale come mai in Italia una copia costi 2 euro, in Ticino 5 franchi e a Berna 6,10 franchi, ovvero circa il triplo. La risposta: “Siamo davvero spiacenti di doverle comunicare che, per una precisa, antica e inderogabile scelta editoriale non possiamo accontentarla. Quelli che lei ci chiede sono dati che non diffondiamo”. È il mondo della stampa, bellezza, e non sempre è trasparente.

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