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Il Lago di Lugano salverà il riso italiano?

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Le risiere del nord Italia soffrono. Copyright 2022 The Associated Press. All Rights Reserved

Laurent Filippini, capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua del Canton Ticino, commenta l’accresciuto riversamento di acqua dal Ceresio verso il Lago Maggiore a beneficio dell’irrigazione nella Pianura Padana.

Il deflusso aumentato di acqua dal fiume Tresa a favore delle risaie a secco del Novarese e della Lomellina comporterà un abbassamento di 10 centimetri nel Ceresio.

Ma il Lago di Lugano può sopportare il maggiore travaso attraverso lo sbarramento di Ponte Tresa, che da martedì riversa in direzione del Verbano otto metri cubi al secondo (in precedenza erano tre).

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A tal proposito Laurent Filippini, capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua del Canton Ticino, afferma al Quotidiano che l’impatto è sostenibile, nonostante la siccità si faccia sentire anche nel bacino lacustre luganese: “Siamo un po’ sotto la media, è chiaro, perché viviamo anche noi la carenza di precipitazioni. Ma il livello del Ceresio è rimasto in una fascia di normalità. Abbiamo gestito la risorsa acqua in maniera parsimoniosa durante il mese di luglio e a inizio agosto, per cui possiamo permettere questo abbassamento. Non creiamo scompensi per gli utenti delle rive e nemmeno per l’ecosistema”.

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Laurent Filippini davanti allo sbarramento della Tresa. RSI

La misura è stata annunciata lunedì dal Dipartimento del territorio, dopo un incontro d’urgenza fra Svizzera e Italia. In precedenza la Regione Piemonte aveva chiesto al Ticino un rilascio accresciuto di acqua dai bacini idroelettrici. Dighe che, ha ricordato Filippini, “in questa stagione sono in fase di riempimento e sono molto basse rispetto alla media. Si è dunque proposta questa misura che consiste nell’erogazione di più acqua dal Lago di Lugano, verso la Tresa e il Lago Maggiore. A Sesto Calende ci sono poi le prese per l’irrigazione della Pianura Padana”.

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Aprire le paratie sulla Tresa per regolare i flussi non è comunque mai stato un gesto improvvisato: il Lago di Lugano viene regolato dal 1963, e ogni rilascio segue regole precise. Tra 10 giorni si farà il punto della situazione: “Verso la fine di questo termine, faremo un bilancio. Abbiamo ancora un po’ di margine, ma non possiamo nemmeno mettere in sofferenza il Ceresio. Quindi staremo attenti”.

Il livello del Lago di Lugano è regolato dalla Svizzera, quello del Lago Maggiore dall’Italia. Ma ciò che succede a monte si sente a valle. Per questo, da oltre sessant’anni l’intesa fra le parti è fondamentale e oggi ancora di più. “Questa collaborazione con i cambiamenti climatici è una necessità. Perché le acque sono condivise e non di una nazione o di un’altra. A volte si può dipendere da una parte o dall’altra del confine. Occorre lavorare assieme”, conclude Filippini.

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