Il fenomeno Meloni: il Governo italiano da record alla prova dei fatti
Da quattro anni Giorgia Meloni è alla guida del Governo italiano. Nessuno prima di lei ci era mai riuscito. Ma che cosa ha realizzato in questo periodo? L'analisi della Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF.
Nell’autunno del 2022 Meloni si insediò con grandi promesse: in Italia sarebbero nati di nuovo più bambini; si sarebbe adottata tolleranza zero verso chi commette crimini e centri per i rimpatri sarebbero sorti in Albania. Meloni non mancò di invocare l’“orgoglio italiano”.
Ora, quattro anni dopo, il Paese tira le somme. Che cosa resta degli annunci? Rispondono italiane e italiani di quattro luoghi molto diversi, e con prospettive contrapposte.
Emanuele Cerullo: scrittore e insegnante di periferia
Scampia, nota periferia a nord di Napoli: molto cemento, poco verde, un alto tasso di criminalità. Chi arriva alla stazione della metropolitana incontra agenti di polizia in tenuta antisommossa.
“Qui semplicemente non si ascolta la gente”
Emanuele Cerullo, insegnante
Qui vive Emanuele Cerullo, 33 anni. È cresciuto a Scampia, lavora come insegnante precario e scrive poesie. Cerullo ci accompagna nel suo quartiere e si ferma davanti a un’alta recinzione metallica. Dietro crescono erbacce e cespugli selvatici. In realtà, qui sarebbe dovuto sorgere un teatro all’aperto per la popolazione. Perché non è mai stato completato? “Qui semplicemente non si ascolta la gente”, afferma Cerullo. “Questo teatro non risponde ai bisogni reali delle persone”.
Lo stesso vale per un grande parco, che è deserto. “La gente preferisce rifugiarsi nei centri commerciali climatizzati”. A Scampia non tutti possiedono un condizionatore, mentre i templi del consumo rinfrescano generosamente la propria clientela.
Giorgia Meloni aveva promesso alle periferie trascurate più sicurezza, meno droga e una lotta dura contro la mafia. Ha mantenuto la parola data? “A Scampia è cambiato ben poco”, conclude Cerullo con sobrietà. Il Governo Meloni ha effettivamente inasprito le pene e introdotto nuovi reati, ma le leggi da sole non bastano. “Una società che si limita a reprimere è una società che non cresce”, dice l’autore, che presto pubblicherà il suo primo romanzo su Scampia. Lui e diversi esperti sottolineano che occorrono prevenzione e vere prospettive per il futuro dei giovani. Altrimenti si consegna la prossima generazione alla Camorra, la mafia locale.
Ciò che vale per Scampia può essere esteso a molte periferie italiane: nonostante una valanga di nuovi decreti, la politica di Meloni lascia a malapena tracce nella vita quotidiana delle periferie, condividendo questo destino con i precedenti Governi di sinistra.
Francesco Magni: professore e consulente del ministro dell’istruzione
Con la sua politica scolastica, il Governo Meloni ha fatto notizia anche a livello internazionale: tra i primi Paesi in Europa, l’Italia ha introdotto un severo divieto dei cellulari nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Francesco Magni ha collaborato a questo provvedimento come consulente del Ministero dell’istruzione. Insegna Scienze dell’educazione all’Università di Bergamo.
Magni spiega che nelle scuole, sotto Meloni, sono cambiate parecchie cose, anche nell’insegnamento della storia: “Roma, Atene, Gerusalemme. Le radici italiane, europee e cristiane devono tornare al centro dell’attenzione”. Anche il fatto che il latino debba assumere di nuovo un ruolo più importante nei programmi scolastici rientra nel progetto: “Il latino promuove il pensiero logico, la riflessione e ci riporta all’origine della lingua e dell’identità italiane”, afferma Magni.
“Le radici italiane, europee e cristiane devono tornare al centro dell’attenzione”
Francesco Magni, professore
Allo stesso tempo, il Governo frena sui temi progressisti, soprattutto nell’educazione sessuale: “Se le scuole affrontano la cosiddetta teoria del genere o concetti simili, le famiglie devono esserne informate preventivamente”. Da allora i genitori hanno il diritto di ritirare i propri figli da queste lezioni.
Mentre l’opposizione vede nella politica scolastica di Meloni un arretramento sul piano sociale e culturale, Magni parla di una visione che ora viene tradotta in leggi. Ne fa parte anche un collegamento più stretto tra scuola e mondo produttivo attraverso tirocini nelle aziende. Per un Paese privo di risorse naturali rilevanti, che deve garantire il proprio benessere soprattutto attraverso l’istruzione, ciò è essenziale. In effetti, negli anni di Meloni la disoccupazione giovanile è diminuita sensibilmente, di circa quattro punti percentuali.
Caterina Ricci: imprenditrice agricola a sud di Roma
Caterina Ricci ha 33 anni e dirige un’azienda agricola a circa un’ora di treno a sud di Roma. In estate coltiva soprattutto meloni e angurie; in inverno predominano i carciofi.
Il suo bilancio degli ultimi quattro anni è contrastato: “Spesso i conti non tornano, la situazione è estremamente complessa”. In concreto, ciò significa: “I costi dell’energia, del carburante e dei fertilizzanti sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni”. Un problema condiviso dagli agricoltori di tutto il Paese. Il Governo Meloni ha reagito temporaneamente con sovvenzioni per miliardi di euro, ma il livello dei prezzi resta soffocante.
“Spesso i conti non tornano, la situazione è estremamente complessa”
Caterina Ricci, imprenditrice agricola
Inoltre, Ricci lamenta l’aumento del carico fiscale e una burocrazia che continua a paralizzare. La minaccia più grande, però, è il cambiamento climatico: “Senza un’irrigazione costante, qui i meloni non crescono più”.
L’azienda di Caterina Ricci rappresenta molte altre realtà, il cui bilancio è altrettanto complesso o altalenante.
Un aspetto positivo è che Meloni ha governato stabilmente per quattro anni. Ciò ha portato sicurezza e prevedibilità alle imprenditrici e agli imprenditori, con effetti favorevoli sugli affari. In Italia non c’erano mai state così tante persone occupate; sotto Meloni il numero degli occupati è salito da 23 a 24 milioni. Mai la disoccupazione è stata così bassa. Lo confermano le statistiche.
I numeri dicono però anche che l’economia italiana cresce solo lentamente. E soprattutto, oggi il potere d’acquisto delle persone, cioè i salari reali, è inferiore a quello registrato quando Meloni si insediò quattro anni fa. Molti faticano ad arrivare alla fine del mese con il proprio stipendio. Per questo rinunciano a molte cose, compresi i figli.
Maddalena ed Ersilia: una coppia di donne e la loro lotta per la famiglia
Maddalena ed Ersilia, che desiderano entrambe essere citate solo con il nome di battesimo, sono una coppia da anni. Il loro sogno è sempre stato avere una famiglia propria. Ma in Italia le coppie omosessuali incontrano ostacoli. “L’accesso alle cliniche italiane per la fertilità ci è precluso dalla legge”, spiega Maddalena. Per la procreazione medicalmente assistita, le due donne hanno dovuto recarsi in Spagna e sostenere di tasca propria i costi elevati. La coppia è stata fortunata: Maddalena ha dato alla luce un figlio, Ersilia una figlia.
Gli ostacoli burocratici sono seguiti al loro ritorno in Italia. Per garantire ai figli una tutela giuridica, le donne volevano ottenere il riconoscimento reciproco della genitorialità. Poco dopo il suo insediamento, tuttavia, il Governo Meloni ha vietato ai comuni di registrare i figli delle coppie omosessuali. Le due sono state svantaggiate anche per quanto riguarda l’assegno statale per i figli.
“L’accesso alle cliniche italiane per la fertilità ci è precluso dalla legge”
Maddalena
Il fatto che Maddalena ed Ersilia siano infine riuscite a essere registrate come madri legittime non lo devono al Governo, bensì alla più alta corte, che ha deciso nell’interesse del minore.
Al tavolo della cucina di famiglia si torna spesso a parlare di denaro. Lo stipendio medio italiano si aggira intorno ai 1’800 euro netti. Dopo aver sottratto l’affitto e i costi dell’asilo nido, non rimane quasi nulla. Per molte giovani coppie, il rischio finanziario di creare una famiglia è semplicemente troppo elevato. Meloni ha reagito creando un ministero per la famiglia e la natalità. Se ne avverte l’effetto? “Finora non si vedono affatto risultati”, commenta Maddalena con scetticismo.
I numeri nudi e crudi le danno ragione: sotto Giorgia Meloni, il tasso di natalità in Italia è sceso a un minimo storico. La promessa di regalare al Paese più bambini è stata finora chiaramente disattesa dal suo Governo.
Buone prospettive per Meloni
L’anno prossimo l’Italia andrà alle urne. Nonostante un bilancio controverso, Giorgia Meloni ha buone probabilità che il suo partito nazional-populista, Fratelli d’Italia, torni a essere la prima forza politica. Meloni resta infatti popolare e l’opposizione di sinistra non è ancora riuscita a trovare un accordo su una candidata o un candidato alternativo.
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