Gobbi, sul lago Maggiore “una soluzione complessivamente equilibrata”
Intervista al consigliere di Stato ticinese all’indomani dell’annuncio dell’innalzamento della soglia massima. “Il livello di +1,35 metri è il risultato di un compromesso, ma non eravamo al corrente dell’estensione a +1,40. Abbiamo chiesto l’intervento dell’Ufficio federale dell’ambiente”.
Il livello massimo estivo del lago Maggiore a quota +1,35 metri sullo zero idrometrico di Sesto Calende è una “soluzione complessivamente equilibrata”, un “compromesso”, una “sintesi” proporzionata tra esigenze diverse. Lo afferma il consigliere di Stato del Ticino incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi, rispondendo via e-mail a tvsvizzera.it all’indomani dell’annuncio dell’avvio della nuova sperimentazioneCollegamento esterno biennale. Nel farlo, non risparmia una stoccata all’Italia.
Il Consiglio di Stato è favorevole o contrario all’innalzamento del livello massimo del lago Maggiore nelle modalità annunciate ieri dall’Autorità di bacino del Po?
Norman Gobbi: Va chiarito che il provvedimento si inserisce nel quadro del programma di sperimentazione sulla regolazione dei livelli del lago Maggiore, condotto dall’Autorità di bacino del fiume Po, con l’obiettivo di ottimizzare la gestione della risorsa idrica.
L’approccio adottato tiene conto del contesto complessivo, degli interessi delle diverse parti coinvolte e della sicurezza dei territori rivieraschi, in particolare in caso di piena. Il livello massimo ordinario concordato resta fissato a +1,35 metri sullo zero idrometrico di Sesto Calende.
Il limite estivo di +1,40 metri può essere preso in considerazione unicamente in presenza di una situazione di severità idrica. Secondo l’Osservatorio permanente, l’andamento attuale rientra nella norma e tale condizione, ad oggi, non è soddisfatta.
Alcuni soggetti italiani hanno affermato di essere stati colti di sorpresa dall’annuncio. Le autorità svizzere erano al corrente della decisione assunta dall’Autorità di bacino del Po?
Le autorità svizzere non sono state consultate e, di conseguenza, non erano al corrente della decisione di estendere il livello massimo estivo a +1,40 metri, pur non essendo in presenza di condizioni di severità idrica. Come Cantone abbiamo quindi immediatamente segnalato questa violazione degli accordi all’autorità federale competente, l’Ufficio federale dell’ambiente, chiedendo di intervenire presso le competenti autorità italiane.
Le autorità svizzere non sono state consultate e, di conseguenza, non erano al corrente della decisione di estendere il livello massimo estivo a +1,40 metri.
(Nel comunicato stampa dell’Autorità di bacino è riportata la seguente frase: “Il presidente del Consorzio del Ticino e il Regolatore delle acque del lago Maggiore manifestano la propria soddisfazione per aver ottenuto l’importante risultato di poter regolare le acque del Verbano con il nuovo limite estivo di +1,40 metri sullo Zero idrometrico di Sesto Calende, vista la situazione attuale del bacino idrico montano scarsamente innevato e dei serbatoi idroelettrici al minimo invaso”, ndr).
Qual è stata la proposta di livello massimo estivo del lago Maggiore avanzata dalle autorità svizzere nell’ambito dell’Organismo di consultazione bilaterale italo-svizzero e dei tavoli tecnici?
L’adeguamento del livello massimo estivo del lago Maggiore a +1,35 metri è il risultato di un compromesso maturato attraverso il dialogo tra le istituzioni italiane e svizzere, nell’ambito dell’Organismo bilaterale, che vede coinvolti il Dipartimento del territorio del Canton Ticino e l’Ufficio federale dell’ambiente.
Rispetto alla proposta iniziale dell’Autorità di bacino del fiume Po – che prevedeva un innalzamento fino a +1,50 metri, esteso fino a settembre e accompagnato da modifiche anche al regime invernale – si è giunti a una soluzione più equilibrata. Una sintesi che tiene conto, in modo proporzionato, delle esigenze di approvvigionamento idrico, della sicurezza idraulica e della tutela dell’ambiente.
Quali svantaggi si ritiene che possano riguardare il territorio del canton Ticino a seguito della modifica dei livelli massimi del lago Maggiore?
Un eventuale innalzamento del livello può comportare diverse criticità in territorio ticinese. Dal punto di vista ambientale può incidere sugli equilibri degli ecosistemi rivieraschi. Inoltre, in caso di piena, si riduce il margine di sicurezza idraulica, aumentando il rischio per i territori a riva. Non da ultimo, livelli più alti possono creare difficoltà nella fruizione delle rive, con ripercussioni sull’accessibilità degli spazi pubblici e sulle attività ricreative e turistiche proprio ora che ci troviamo alle soglie della stagione balneare.
Ritiene aumentato il rischio per persone e cose a causa del rischio di esondazioni?
La soluzione adottata tiene conto della necessità di non compromettere la sicurezza dei territori rivieraschi.
La soluzione raggiunta appare complessivamente equilibrata. L’innalzamento del livello a +1,35 metri è infatti limitato fino a fine luglio, garantendo che nei mesi di agosto e settembre il lago disponga di un adeguato margine di regolazione, con un livello massimo fissato a +1,00 metro. Questo consente di mantenere una capacità di assorbimento utile a contenere eventuali piene tardo-estive. Nel complesso, la soluzione adottata tiene conto della necessità di non compromettere la sicurezza dei territori rivieraschi, preservando un bilanciamento tra gestione della risorsa idrica e protezione di persone e beni.
Ritiene vi possano essere conseguenze ambientali negative per l’ecosistema delle Bolle di Magadino?
La soluzione adottata tiene in considerazione anche le esigenze ambientali. In particolare, è stato confermato il regime vigente in inverno e introdotto un limite primaverile più restrittivo (+1,00 m fino al 15 aprile), che rappresenta un elemento di rilievo.
Livelli più contenuti in questa fase dell’anno sono infatti fondamentali per la funzionalità degli ecosistemi litorali e per garantire adeguate aree di sosta e alimentazione all’avifauna migratrice, che trova nelle Bolle di Magadino e nelle zone umide limitrofe un punto strategico prima dell’attraversamento alpino.
Si tratta, in questo senso, di un riconoscimento concreto del valore dei servizi ecosistemici forniti dal lago e del ruolo che questi ambienti svolgono su scala regionale e internazionale.
Quali benefici e quali costi ambientali, sociali ed economici sono derivati dalla sperimentazione del livello del lago a +1,25 metri dal 2022 a oggi?
Come detto inizialmente, questi valori rientrano in un regime di sperimentazione, avviato nel 2015 e previsto fino al 2027. In questi anni sono stati raccolti numerosi dati – idrologici, ambientali e legati agli usi – che costituiranno la base per una futura regolazione condivisa. La vera fase di concertazione e decisionale inizierà proprio al termine di questo periodo.
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