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Conto alla rovescia per la carta d’identità elettronica italiana

Carta d'identità italiana cartacea ed elettronica.
Addio alla carta. Copyright (C) 2021 Angela Bragato / Shutterstock. No Use Without Permission.

C’è fermento in Comuni e consolati italiani per l’imminente entrata in vigore, il 3 agosto 2026, dell’obbligo di possedere una carta d’identità elettronica (CIE). Secondo le stime, sarebbero cinque milioni le persone che ancora non ne hanno una.

Dite addio al tradizionale documento di riconoscimento italiano di colore pallido e dalla carta ruvida, e sempre un po’ sgualcito. Il Regolamento europeo 1157/2019 richiede di mandare in pensione, a partire dal 3 agosto 2026, la carta d’identità cartacea. Sarà quindi obbligatorio dotarsi di una cosiddetta CIE, acronimo di Carta d’Identità Elettronica, come alternativa valida al passaporto.

La misura, stabilita da Bruxelles ormai diversi anni orsono, e oggetto di una revisione nel luglio 2025Collegamento esterno, si inserisce nell’ambito dei provvedimenti per contrastare la falsificazione di documenti e le relative frodi d’identità, e per uniformarli a livello continentale.

Il conto alla rovescia suscita una certa inquietudine nelle amministrazioni comunali e consolari che, anche in Svizzera, si preparano ad affrontare un alto numero di richieste prima della fatale scadenza. Si stima che almeno cinque milioni di italiani e italiane ancora non abbiano una CIE.

Biometrica e digitale

In concreto, il Regolamento UE specifica che i nuovi documenti di riconoscimento devono essere “prodotti nel formato ID-1” e contenere “una zona a lettura ottica (machine-readable zone – MRZ)”. Oltre alla designazione nella lingua del Paese che le emette, in tutte le CIE dell’Unione la parola “carta d’identità” deve essere presente in almeno un’altra lingua UE. In quella italiana, è in inglese.

Nelle CIE arrivano inoltre le coordinate biometriche: una foto e due impronte digitali conservate in un apposito chip contenuto nella carta. Il Regolamento europeo esenta chi ha meno di sei anni dal consegnare le sue impronte digitali.

Registrazione di impronte digitali su un apparecchio.
Con la CIE arriva l’obbligo di impronte digitali. Keystone / Dominic Favre

La CIE potrà essere utilizzata al posto dello SPID, il sistema di accesso digitale ai servizi dell’Amministrazione italiana attualmente in vigore. La modalità “Entra con CIECollegamento esterno” consentirà di aprire una nuova identità digitale, o di trasformarne una già esistente usando il nuovo documento. Una volta ottenuta la CIE, è essenziale conservare i codici PIN e PUK consegnati: serviranno per accedere alle funzionalità digitali del documento.

Come fa chi vive fuori dall’Italia?

La rete consolare italiana da mesi si prepara al cambiamento. È indispensabile prendere un appuntamento attraverso il portale del Ministero degli esteri PRENOT@MICollegamento esterno. Il sito del Consolato italiano di Zurigo avverte che a differenza del passaporto, la carta d’identità elettronica non può essere rilasciata “a vista”, ovvero al momento in cui ci si rechi in sede per il concordato appuntamento. Ci vorranno almeno 15 giorni per riceverla, un lasso di tempo da tenere a mente per chi ha in programma un viaggio all’estero.

È indispensabile essere iscritti all’AIRE, e registrati con l’indirizzo di residenza attuale. Bisogna prenotare un appuntamento presso il consolato di residenza, utilizzando la piattaforma nazionale PRENOT@MICollegamento esterno.

Una Guida all’utilizzo della piattaforma si può scaricare in formato .PDFCollegamento esterno dal sito del Consolato generale italiano di Lugano.
È possibile prenotare anche per altre persone del proprio nucleo familiare (massimo quattro).
All’appuntamento bisogna portare:
> una foto recente in formato ICAO. Deve essere a colori, ripresa frontale, su sfondo chiaro. Non sono consentiti occhiali dalle montature importanti, con lenti colorate o che provochino riflessi. L’espressione deve essere neutra, con la bocca chiusa e gli occhi aperti. Nel dubbio, si può consultare il vademecumCollegamento esterno messo a disposizione dal Consolato italiano di Zurigo.
> la vecchia carta d’identità cartacea, oppure un altro documento di riconoscimento valido. In mancanza di entrambi, bisogna avere al seguito due testimoni.
> un documento d’identità del Paese estero di residenza.
> un certificato di residenza nel Paese (emesso massimo 90 giorni prima).
> in caso di smarrimento o furto della precedente carta d’identità, va presentata la relativa denuncia sporta presso l’Autorità di Polizia.


Per i minori, sono inoltre indispensabili:
> una fotocopia dei documenti di identità dei genitori;
> l’apposito Atto di assenso da scaricare in formato .PDFCollegamento esterno, stampare e riempire.


Per le creature che hanno meno di 12 anni, è necessaria anche una fotografia autenticata dal Comune di residenza oppure dal consolato.
Fonti: Consolato italiano di ZurigoCollegamento esterno e Consolato Generale d’Italia a LuganoCollegamento esterno.

In Svizzera, circa il 60% delle persone di nazionalità italiana ha anche la cittadinanza elvetica, per passare la frontiera potrà quindi optare per l’uso di un documento emesso dalla Confederazione. Il problema si annuncia più importante in altri Paesi, ad esempio in Germania, dove la quota di persone che hanno la doppia cittadinanza è decisamente inferiore. Molte persone, inoltre, hanno finora preferito usare la carta d’identità per viaggiare nel continente, dato che i costi per ottenerla – pari a 20-25 euro – erano da sempre nettamente inferiori a quelli per ottenere un passaporto (circa 130 euro).

Rimedi per la diaspora

Il deputato italiano e svizzero Toni Ricciardi (PD) ha seguito la questione da vicino e racconta a tvsvizzera.it di aver ottenuto una conquista che dovrebbe facilitare la vita della cittadinanza all’estero. “Durante la discussione del provvedimento per la ridefinizione dei servizi consolari, è stata inserita una cruciale variante da me proposta: chi vive all’estero potrà – a partire dal primo giugno 2026 – fare la sua nuova CIE in qualunque Comune italiano”, spiega.

Insomma, per chi è in ritardo e vive all’estero, ci sarà un’ultima possibilità “in zona Cesarini” – sul territorio nazionale e nel corso dell’estate. Chi ha più di 70 anni, invece, è esonerato dal rinnovo della carta d’identità elettronica grazie a una proposta del PD rientrata nel PNRRCollegamento esterno. La misura tocca circa dieci milioni di persone e promette un notevole sollievo a chi stenta a gestire gli affari burocratici, soprattutto se digitali.  

Possibile deroga per l’uso della CIE come SPID

Quanto all’utilizzo della CIE per accedere ai servizi dell’Amministrazione, in Parlamento sono stati presentati due emendamenti, uno da Forza Italia e uno dal PD, che chiedono una deroga di un anno per l’entrata in vigore dell’obbligo di usare lo SPID e quindi poi la CIE per mille incombenze amministrative. Rimedi dell’ultima ora, per mitigare gli inevitabili problemi di fronte a cambiamenti che per la cittadinanza si annunciano impegnativi.

Nonostante correttivi e rimedi, resta la preoccupazione per Comuni e consolati che dovranno inevitabilmente fare i conti con un afflusso di persone decisamente inusuale. Il Governo italiano ha messo a punto un sito webCollegamento esterno con tutte le informazioni del caso.

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