Celebrare i 200 anni di navigazione sul lago Maggiore sperando in un futuro di nuovo unito
All’inizio del 1826 veniva varato il piroscafo Verbano I, con il quale prese avvio la navigazione di linea sul lago Maggiore, frutto dell’accordo tra Svizzera, ducato di Savoia e impero austro-ungarico. Oggi, invece, il servizio è segmentato tra l’Italia e la Confederazione, e a farne le spese è la tratta internazionale.
Se li si guarda su una mappa oggi, fiumi e laghi possono sembrare ostacoli o interruzioni alle reti viarie o ferroviarie sulle quali siamo abituati a muoverci. Ma per molto tempo – e non serve nemmeno andare tanto indietro nei secoli – sono stati probabilmente i più grandi alleati dell’essere umano che aveva necessità di spostarsi. Prima che le strade venissero asfaltate (e in molti casi costruite), prima che l’uomo imparasse a volare, prima anche dello sviluppo delle ferrovie, era sull’acqua che si muovevano più velocemente persone, cose e affari.
Proprio in questi giorni, nel 1826, sul lago Maggiore iniziava a navigare il piroscafo a vapore Verbano I: di certo non la prima imbarcazione in assoluto a solcare le acque del lago, ma la prima – questo sì – a offrire un servizio pubblico di trasporto per la popolazione civile. Duecento anni fa, insomma, nasceva la navigazione di linea: merito della Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese, società che univa i tre Stati (Svizzera, ducato di Sardegna e impero austro-ungarico) che si affacciavano sul lago Maggiore.
>>> Antonio Leucci e Michele Cimelli, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione Verbano 26, ripercorrono la storia della navigazione sul Lao Maggiore:
Un lago diviso in due segmenti
Per festeggiare la ricorrenza si è costituita l’associazione Verbano 26Collegamento esterno che nel corso di tutto l’anno organizza conferenze ed eventi, su entrambi i lati della frontiera, dedicati alla navigazione sul lago Maggiore.
“L’occasione del duecentesimo anniversario ci racconta di un lago unito fin dai tempi della prima compagnia, l’Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese, che mise insieme tre Stati nell’intento di creare un servizio di navigazione. Ora come allora l’auspicio è riuscire ad avere i servizi di navigazione e terrestri uniti in tutti i territori, nel nome di un unico lago”, ammette a tvsvizzera.it il presidente dell’associazione Verbano 26, Antonio Leucci.
Oggigiorno la navigazione sul lago Maggiore (e anche sul lago di Lugano) è disciplinata da una Convenzione internazionale stipulata il 2 dicembre del 1992Collegamento esterno. Prevede che a occuparsi dell’esercizio del servizio pubblico di navigazione di linea sul Maggiore sia un’impresa italiana, sia nel bacino italiano sia in quello svizzero; e che, viceversa, sul lago di Lugano sia una società elvetica ad assicurarlo, sia in acque svizzere, sia in acque italiane.
Questo equilibrio è andato in crisi all’inizio dell’estate del 2017, quando la società italiana (la Gestione Governativa Navigazione Laghi, GGNL, un ente governativo che dipende dal ministero dei Trasporti), annunciò il licenziamento di tutti i 34 dipendenti ticinesi che lavoravano nel bacino svizzero entro la fine di quell’anno. Ne scaturì uno sciopero durato tre settimane che portò al ritiro dei licenziamenti e successivamente a un accordo con il quale nacque il Consorzio dei Laghi, costituito dall’italiana GGNL e dalla Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL). Oggi, in sostanza, sul lago Maggiore la navigazione in acque svizzere è gestito (con imbarcazioni italiane) dalla SNL, la stessa società che già si occupava della navigazione sul lago di Lugano, mentre nelle acque italiane del lago Maggiore continua a operare la GGNL.
“Di fatto sul lago Maggiore la navigazione è divisa in due segmenti” sostiene Leucci. E così sembra destinata a continuare a essere, visto il recente rinnovo dell’accordo tra le due società, siglato nel dicembre del 2023 e valido fino al 2046. A farne le spese, negli ultimi anni, è stato il servizio internazionale, di cui si occupa la società italiana: se fino a prima della pandemia di Covid-19, in primavera ed estate, era possibile muoversi tra Arona (capolinea sud) e Locarno (capolinea nord) tutti i giorni, nel 2025 l’offerta era decisamente ridotta: l’intera tratta internazionaleCollegamento esterno è stata percorribile soltanto il giovedì, il sabato e i festivi, con partenza al mattino da Arona e ritorno il pomeriggio da Locarno. I passeggeri svizzeri hanno invece avuto a disposizione una corsa quotidianaCollegamento esterno (mercoledì escluso) verso Stresa e le Isole Borromee, con partenza al mattino e ritorno nel pomeriggio.
Dal Po al lago Maggiore: tre Stati e i venti Risorgimentali all’origine della storia
Le acque non conoscono né rispettano confini, questo è certo, ma oggi la linea che separa la Svizzera dall’Italia sembra frenare lo sviluppo di un servizio unico sul lago Maggiore. Eppure, già nel 1826, si era riusciti a superare questo intoppo benché, come ricorda Michele Cimelli, vicepresidente dell’associazione Verbano 26, fossero “ben tre gli Stati che condividevano le acque del lago Maggiore. Oltretutto – aggiunge Cimelli – era un periodo storico particolare: quello dei moti rivoluzionari delle popolazioni rivierasche che vivevano sotto il governo austro-ungarico e sognavano la nascita dell’Italia unita”.
Sono tante le pagine di storia che hanno visto da vicino il coinvolgimento dei mezzi della navigazione. Da quella volta che, dopo l’armistizio di Salasco del 1848, Giuseppe Garibaldi salpò da Arona su due piroscafi insieme a un gruppo di volontari alla volta delle coste orientali, per tentare di dare il la alla sollevazione popolare, fino ai bombardamenti subìti nel corso della seconda guerra mondiale che affondarono tre piroscafi (il Milano, il Torino e il Genova) e provocarono la morte di decine di persone.
E oggi? “La navigazione ha assunto una connotazione fortemente turistica – conclude Leucci – ma la via d’acqua conserva un valore importante, quello di supplire alle eventuali interruzioni del traffico stradale sulla sponda occidentale, dove tra Locarno e Verbania non ci sono alternative alla statale percorsa ogni giorno anche da molti lavoratori frontalieri”. Tanto che, in vista degli annunciati cantieri nella zona di Cannobio che partiranno nell’autunno del 2026 per la realizzazione di una galleria paramassi, è previsto proprio un servizio di trasporto via lago per chi dovrà recarsi al lavoro o tornare a casa alla fine del turno.
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