Rapporto a San Gallo Luce sulle adozioni illegali dallo Sri Lanka

Immagine di una donna con in braccio un bambino con tipica grana tipo cassetta VHS anni 80

Secondo il rapporto, non sono stati commessi "errori giuridici" ma le autorità chiusero più volte gli occhi.

RSI-SWI

Il canton San Gallo ha pubblicato un rapporto per fare luce sulle adozioni, negli anni '80, di bambini provenienti dallo Sri Lanka, portati via alle famiglie -talvolta ancora neonati- per essere venduti in Paesi lontani con una falsa identità. Alcuni di essi arrivarono anche in Svizzera.

Un destino toccato a oltre 700 bambini. Dietro alle adozioni, almeno in parte illegali, c'era un'assistente sociale sangallese, Alice Honegger.

Il rapporto di 74 pagine mirava a chiarire, di questa vicenda, anche le responsabilità delle autorità, che secondo il Cantone chiusero più volte gli occhi. In effetti, in quegli anni, erano stati sollevati dubbi sulla legalità delle procedure.

Sarah Ineichen -rubata dallo Sri Lanka a tre settimane di vita e presidente di un'associazione che aiuta le persone portate in Svizzera da Honegger- saluta il rapporto, che, dice, riconosce l'ingiustizia subita.

Non tutti vogliono sapere da dove provengono, rivela il consigliere di Stato Martin Klöti. Per gli altri, a volte, l'unica speranza di ritrovare le proprie radici sono ormai le banche dati del DNA.

Parole chiave